4 Luglio 2025
«Rocca pronto a firmare la nuova ordinanza»


La Regione ha emesso a maggio scorso un’ ordinanza per tutelare i lavoratori esposti al caldo dalla quale sono rimasti esclusi alcuni settori. Ora, dopo un nuovo confronto con i sindacati, il provvedimento potrebbe essere esteso anche alle categorie della logistica e ai corrieri.

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Se alcune zone del nord Italia sono state colpite da un’ondata di maltempo che ha causato una vittima e gravi danni infrastrutturali, nel centro-sud continuano a registrarsi temperature elevate. L’alta pressione africana a Roma e nel Lazio rende difficile ogni attività all’aria aperta. Per questo nei giorni scorsi, da una parte, il Comune ha attivato un piano straordinario per rafforzare l’assistenza alla cittadinanza durante il periodo estivo e, dall’altra, la Regione ha emesso un’ordinanza che riguarda i lavoratori esposti al caldo. Ora, dopo un nuovo confronto con i sindacati, il provvedimento potrebbe essere esteso ad altre categorie rimaste escluse in precedenza.

«Chiediamo più tutele»

«Quello che vogliamo è una maggiore tutela», ha anticipato il segretario della Cgil di Roma e del Lazio Natale Di Cola annunciando l’incontro di oggi, 3 luglio, con il presidente Francesco Rocca. Il riferimento esplicito è in primis al lavoro dei rider: «Una parte importante di queste lavoratrici e lavoratori opera formalmente da libero professionista nel rapporto con le piattaforme ma senza alcuna libertà nel poter scegliere se effettuare una pausa tra le consegne», ha spiegato il sindacalista.

Nell’ordinanza del 30 maggio, «Misure di prevenzione per l’attività lavorativa all’aperto e con esposizione prolungata al sole», la regione ha vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16, fino al 31 agosto 2025.

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I settori esclusi dall’ordinanza

Tra le categorie coinvolte nell’ordinanza ci sono quelle che operano nel campo dei cantieri edili e affini, delle cave e delle pertinenze e del settore agroalimentare e florovivaistico. Il testo non si applica, però, a tutti i lavoratori e in particolare a quelli dalle pubbliche Amministrazioni, ai concessionari di pubblici servizi, ai loro appaltatori quando eseguano interventi di pubblica utilità, di protezione civile, di salvaguardia della pubblica incolumità, oltre ai rider e a chi si occupa, ad esempio, delle consegne di merce a domicilio. Per questo motivo la Cgil ha chiesto un ampliamento delle tutele.

«In arrivo una nuova ordinanza»

Nell’incontro del 3 luglio, da quanto si apprende dal sindacato, il presidente Rocca ha «preso l’impegno di emanare al più presto una nuova ordinanza, valutando anche una sua estensione temporale, che allarghi le tutele ad altri settori non coperti attualmente dal blocco disposto dalle 12,30 alle 16,00, inclusi quelli della logistica e dei rider», ha anticipato la Cgil. A queste categorie potrebbero essere, quindi, applicate «le linee di indirizzo della Conferenza Stato – Regioni per la protezione delle lavoratrici e dei lavoratori».

«Serve anche responsabilità dalle imprese»

Durante il confronto, il sindacato, in attesa della pubblicazione della nuova ordinanza, ha chiesto anche «l’introduzione di misure di sostegno al reddito per le lavoratrici e i lavoratori che non hanno accesso ad altri ammortizzatori sociali» e ha sollecitato di rafforzare le attività di controllo da parte di tutti gli organi ispettivi «perché già in queste settimane, purtroppo, ci sono arrivate molte segnalazioni di violazioni dell’ordinanza da parte di troppe aziende», ha spiegato la Cgil auspicando un «maggior senso di responsabilità da parte delle associazioni datoriali e del sistema delle imprese, che non può anteporre il profitto alla salute delle persone».

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«Ordinanza non rispettata nel settore agricolo»

L’ordinanza già in vigore, secondo alcune testimonianze, non sarebbe rispettata in varie aziende della Regione: «Ci sono persone che lavorano anche negli orari più caldi, per questo motivo sto pensando di fare un video, di riprenderle e pubblicarle, in modo tale da segnalare l’accaduto e far comprendere che è pericoloso farlo con questo caldo», ha fatto sapere Gurmukh Singh, presidente della comunità indiana del Lazio. Il settore agricolo è tra i più a rischio: «Ci stanno arrivando segnalazioni di persone che lavorano in orari non consoni all’ordinanza», ha aggiunto Islam Kotb, segretario generale della Fai Cisl di Latina. «Bisogna amplificare i controlli e diffondere maggiormente l’ordinanza» perché nel nostro territorio, ci sono tantissime aziende, 10mila 800 quelle censite, ma alcune sono piccole e serve dunque una campagna di divulgazione più attiva», ha precisato il sindacalista.

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«Servono punti di sosta per i rider»

L’amministrazione di Roma sta intanto lavorando alla formulazione di una mappa con i cosiddetti «rifugi climatici» in città: luoghi pubblici in cui si si può proteggere in un momento di particolare calore. Nonostante la lista non sia ancora pronta, il Campidoglio ha predisposto alcuni posti che rientrano nei canoni dei «rifugi climatici». Tra questi, oltre le decine di ville e parchi, si annoverano le 42 biblioteche pubbliche presenti nei quartieri della Capitale. In attesa dalla mappa completa, il segretario Di Cola ha annunciato che scriverà «anche al comune di Roma, dando continuità al confronto già avviato, affinché rafforzi, renda più capillari e pubblicizzi i punti di sosta pubblici per i rider in cui trovare ristoro nelle ore più calde». Intanto il Campidoglio, proprio sulla questione, ha indetto una riunione con i sindacati prevista per il 9 luglio.



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