29 Agosto 2025
Da Valore D “D-Verso”, Codice di condotta per un metaverso etico


Secondo le stime degli Osservatori del Politecnico di Milano, le tecnologie immersive potrebbero generare oltre 47 miliardi di euro per l’economia italiana nei prossimi cinque anni. In uno scenario favorevole, l’impatto potrebbe arrivare a 25,7 miliardi di euro entro il 2029, pari all’1,09% del PIL. Numeri che confermano il metaverso come leva strategica, ma anche come terreno di riflessione etica.

Il contesto europeo

Il tema non riguarda solo le imprese: la Commissione Europea ha già definito nel 2023 una strategia per i mondi virtuali, sottolineando la necessità di uno sviluppo “aperto, interoperabile e umano”. Un orientamento che spinge governi, aziende e istituzioni a considerare il digitale non solo come motore economico, ma anche come spazio di cittadinanza e inclusione.

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“D-Verso”, il Codice per un’innovazione inclusiva

Per rispondere a queste sfide, Valore D ha lanciato “D-Verso”, il primo Codice di condotta per l’Innovazione Inclusiva. Elaborato insieme ad Accenture e al Politecnico di Milano, il documento propone 9 principi guida per un metaverso “inclusivo e responsabile”, fondati su valori come accessibilità, equità, trasparenza, privacy, responsabilità sociale e sostenibilità.

Un lavoro corale tra imprese e istituzioni

La stesura è frutto di un tavolo di lavoro che ha coinvolto aziende leader già attive nel settore, tra cui ABB, Enel, Ferrovie dello Stato Italiane, IKEA, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Nestlé, Pirelli, Sisal, Unicredit e Vodafone. L’obiettivo è fornire alle imprese uno strumento operativo ed etico per tradurre principi di diversità e inclusione in pratiche concrete.

Le voci del progetto

“La trasformazione tecnologica in atto ci sollecita a una profonda riflessione sull’etica, sui diritti e sulle relazioni umane anche all’interno degli spazi virtuali. Senza regole condivise, l’innovazione rischia di diventare esclusione”, dichiara Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D.

Un approccio condiviso anche dal mondo accademico: “I mondi virtuali, ancora in evoluzione, stanno diventando parte della vita di milioni di persone… Come sempre, l’equilibrio tra opportunità e minaccia non è una questione tecnologica, ma di consapevolezza”, commenta Lucio Lamberti, ordinario di marketing alla School of Management del Politecnico di Milano.

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Infine, Tomas Nervegna, executive design director di Accenture, sottolinea: “Le nuove realtà digitali, dallo spatial computing all’AI generativa, stanno ridefinendo il confine tra fisico e virtuale. Se le progettiamo con un approccio inclusivo e sostenibile, diventano un acceleratore di talento umano e di valore condiviso”.




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