29 Agosto 2025
 mld nei primi 6


Il panorama mondiale dell’innovazione farmaceutica sta vivendo una nuova fase di intensa integrazione, con la Cina sempre più protagonista nelle strategie delle multinazionali occidentali. L’espansione del settore biotech cinese e l’interesse crescente da parte delle aziende globali stanno creando un terreno fertile per alleanze strategiche sempre più rilevanti sotto il profilo economico e scientifico.

Un recentissimo report di IQVIA evidenzia un vero e proprio boom nelle partnership outbound dalla Cina: solo nella prima metà del 2025, le aziende farmaceutiche globali hanno investito ben 48,5 miliardi di dollari in collaborazioni con biotech cinesi, superando già il totale del 2024, attestatosi a circa 44,8 miliardi. Questo dato testimonia una volontà più marcata di affidarsi all’innovazione cinese per espandere pipeline e resilienza R&D.

Aste immobiliari

l’occasione giusta per il tuo investimento.

 

Multiplicazione dei deal: trend e dati chiave
Secondo IQVIA, nel primo semestre 2025 sono stati siglati 61 accordi tra multinazionali e biotech cinesi, di cui 37 con controparti statunitensi — a fronte del 37 % registrato nel 2024 BioSpace. Tra questi, 16 deal hanno superato il valore di 1 miliardo di dollari, con ben 5 accordi oltre i 3 miliardi, un numero già pari al totale dell’intero 2024. Il settore più attivo continua a essere l’oncologia, seguito da malattie autoimmuni e condizioni infiammatorie

Un caso paradigmatico riguarda l’accordo di Pfizer con 3SBio: un upfront di 1,25 miliardi di dollari, più 100 milioni di equity e fino a 4,8 miliardi in milestone, per un anticorpo bispecifico (PD-1/VEGF) in fase III per tumori polmonari, colorettali e ginecologici.
AstraZeneca ha converso orchestrato diversi accordi, incluso uno con Harbour BioMed per anticorpi multispecifici nei campi dell’immunologia e dell’oncologia, per un valore cumulativo potenziale di circa 4,68 miliardi
Regeneron ha acquisito i diritti su un agonista GLP-1/GIP per il trattamento dell’obesità da Hansoh Pharma: 80 milioni USD upfront, fino a $1,93 miliardi in milestone.
GSK ha stretto una collaborazione da 500 milioni USD con Hengrui Pharma per co-sviluppare fino a 12 nuovi farmaci, con licenza esclusiva globale per COPD e altre aree; il valore totale potenziale può superare 12 miliardi USD.

Modelli di partnership e strategia di de-risking
IQVIA descrive un modello di dealmaking “backloaded” in cui le biotech cinesi conducono studi clinici iniziali e raccolgono dati essenziali, consentendo alle multinazionali di investire in fasi successive più mature; un approccio pragmatico che aumenta la fiducia nell’asset prima di impegnare somme rilevanti. A ciò si aggiunge un crescente orientamento verso attività di licensing e co-sviluppo, piuttosto che acquisizioni dirette, come già osservato a livello globale nei report IQVIA su dealmaking R&D
Pur in un contesto geopolitico complesso, le transazioni tra Cina e big pharma sembrano mantenere slancio. Tuttavia, esperti come Scott Gottlieb (ex commissario FDA) avvertono del rischio di perdere il primato americano nella scoperta biomedica, sottolineando la necessità di strategie resilienti e investimenti in R&D nazionale .

In pericolo il primato degli Usa nella ricerca farmaceutica
Negli ultimi anni, il ruolo degli Stati Uniti come principale hub mondiale per l’innovazione biomedica è messo in discussione dalla crescente competizione della Cina. Il sistema americano, storicamente fondato sulla solida alleanza tra governo federale, National Institutes of Health (NIH), Food and Drug Administration (FDA) e mondo accademico, sta vivendo una fase di indebolimento. I tagli ai finanziamenti pubblici per la ricerca biomedica e la riduzione del personale all’interno della FDA stanno rallentando lo sviluppo di nuovi farmaci e, in alcuni casi, provocando ritardi nelle approvazioni. Questo scenario rischia di erodere la posizione di leadership che ha consentito agli Stati Uniti di fissare standard scientifici e regolatori a livello globale.

Contributi e agevolazioni

per le imprese

 

Parallelamente, la Cina ha accelerato notevolmente il proprio percorso di crescita in ambito farmaceutico e biotecnologico. Dopo un periodo in cui il Paese si limitava a svolgere attività esecutive per le aziende occidentali – come la produzione di composti progettati negli Stati Uniti ed Europa – oggi le imprese cinesi hanno acquisito competenze avanzate nella chimica farmaceutica, nello sviluppo di biologici complessi, nelle terapie cellulari e negli anticorpi monoclonali. Questa evoluzione consente loro non solo di sviluppare farmaci in autonomia, ma di farlo con processi più rapidi ed economicamente competitivi.

Il rischio principale per gli Stati Uniti è che i capitali privati si orientino sempre più verso asset sviluppati in Cina, considerati più convenienti e agili nei primi stadi di sviluppo. Ciò potrebbe indebolire l’ecosistema scientifico statunitense, storicamente alimentato da investimenti pubblici e da una forte capacità di tradurre la ricerca di base in innovazioni cliniche. Una volta perso, ricostruire questo tessuto di eccellenza sarebbe estremamente difficile.
Per invertire la tendenza, diversi esperti suggeriscono interventi mirati a ridurre i costi e la complessità delle prime fasi di sviluppo. In particolare, la FDA potrebbe rivedere i requisiti preclinici, che attualmente prevedono studi tossicologici estesi e onerosi, spesso scollegati dalla reale destinazione terapeutica dei composti. Un approccio più flessibile e graduale, basato sul livello di rischio della molecola, permetterebbe di accelerare il passaggio alla sperimentazione clinica in fase I. L’intelligenza artificiale, attraverso l’analisi dei grandi database già disponibili, potrebbe supportare la previsione di profili di sicurezza, riducendo la necessità di studi animali ripetitivi e favorendo un uso più efficiente delle risorse.

Un altro fronte di riforma riguarda il coinvolgimento delle istituzioni accademiche nelle fasi precoci della ricerca clinica. Semplificare le procedure di arruolamento, standardizzare i moduli di consenso informato e adottare protocolli digitalizzati permetterebbe alle università di partecipare più attivamente ai trial di fase I. L’espansione dell’uso dei platform trial, attualmente più comuni negli studi avanzati, potrebbe favorire un approccio dinamico anche agli studi precoci, consentendo di valutare simultaneamente più molecole e accelerare l’individuazione di candidati promettenti.

Gli Stati Uniti, tuttavia, mantengono un vantaggio competitivo importante nelle fasi più avanzate dello sviluppo clinico. La robustezza del sistema regolatorio FDA, il rigore metodologico e la credibilità internazionale dei dati generati restano asset difficili da eguagliare per la Cina. Nonostante l’accesso più rapido alle prime fasi di sperimentazione, i dati dei trial clinici condotti in Cina sono ancora accolti con cautela dalle autorità occidentali, limitandone l’impatto globale.

Il problema, però, è che la forza del sistema statunitense rischia di essere erosa proprio nei suoi elementi fondanti. Le recenti riduzioni di personale e risorse alla FDA e al NIH non hanno rappresentato una ristrutturazione strategica mirata a renderle più efficienti, ma un indebolimento generalizzato. Se non si agirà con politiche di rafforzamento mirate, gli Stati Uniti potrebbero perdere una posizione strategica in un settore cruciale, con ripercussioni non solo sulla salute pubblica, ma anche sulla sicurezza nazionale.
In sintesi, il confronto tra Stati Uniti e Cina in campo biomedico non è solo una questione di competizione industriale, ma rappresenta un nodo strategico per il futuro della medicina e della tecnologia. Conservare la leadership richiede riforme regolatorie, nuovi strumenti di innovazione e un rinnovato investimento nelle basi scientifiche e accademiche che hanno storicamente alimentato l’eccellenza americana.

Conclusione: Cina, hub strategico dell’innovazione farmaceutica mondiale
Le partnership tra aziende farmaceutiche internazionali e biotech cinesi stanno ridefinendo il tessuto dell’innovazione globale. Il 2025 è già sulla strada per superare ampiamente i volumi del 2024, sostenuto da asset innovativi, modelli di sviluppo agili e mercati emergenti. Per le aziende globally integrated, la Cina è destinata a diventare sempre più centrale nelle strategie di R&D e commercio clinico.

Fonti bibliografiche
1. IQVIA. “China’s Outbound Pharma Partnering Deals Gain Momentum.” Pubblicato di recente. Disponibile su: https://tinyurl.com/2vkpb582
2. BioSpace. “Pharma Spent More Than $48B in China in H1, Eclipsing Total 2024 Haul.” 27 agosto 2025. BioSpace
3. ARC Group. “China Innovative Pharma Going Global.”
4. Scott Gottlieb, Securing America’s Pharmaceutical Innovation Edge JAMA Forum https://tinyurl.com/33uhjjbw

Ti � piaciuto l’articolo? Condividilo:

Mutuo 100% per acquisto in asta

assistenza e consulenza per acquisto immobili in asta

 

Finanziamo agevolati

Contributi per le imprese

 





Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Richiedi prestito online

Procedura celere

 

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Vuoi acquistare in asta

Consulenza gratuita