29 Agosto 2025
–5,7% imprese attive, giù ore lavorate e salari


Il comparto edile molisano mostra i primi segnali di rallentamento dopo il boom legato al Superbonus. Tra gennaio e marzo 2025 diminuiscono ore lavorate, massa salari e numero di imprese. In controtendenza il dato degli addetti, in lieve crescita. Le cause: fine degli incentivi e fase di transizione PNRR. Il sindacato: “Ora serve qualificare il settore e difendere legalità e sicurezza”.

Il primo trimestre 2025 segna un’inversione di tendenza per il settore dell’edilizia anche in Molise. Dopo circa quattro anni di espansione sostenuta, spinta da bonus fiscali straordinari e risorse del PNRR, arrivano i primi segnali di rallentamento, già visibili nei numeri relativi ai mesi di gennaio, febbraio e marzo.

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A certificarlo è il consueto monitoraggio trimestrale delle Casse Edili regionali, che mostra un calo su quasi tutti i principali indicatori economici e occupazionali. Il dato molisano, in particolare, risulta più negativo rispetto alla media nazionale e al Centro Italia, sia in termini di ore lavorate che di massa salari.

Meno lavoro, meno imprese, ma più addetti
Nel confronto tra il primo trimestre 2025 e lo stesso periodo del 2024, il Molise registra:

–1,73% di massa salari: da 14.396.506 euro a 14.147.087 euro
–4,98% di ore lavorate: da 1.303.962 a 1.239.072 (–64.890 ore)
–5,71% di imprese attive: da 824 a 777 (–47 imprese)
+1,10% di lavoratori registrati: da 4.032 a 4.077 (+45 addetti)
Il quadro è quindi misto: da un lato calano la produzione, l’occupazione effettiva e il numero di aziende, dall’altro cresce — seppur di poco — il numero complessivo di lavoratori iscritti alle Casse Edili. Una tendenza che potrebbe indicare un consolidamento della manodopera in un numero minore di imprese attive.

Un rallentamento atteso dopo la corsa ai bonus
Il calo di inizio 2025 non arriva a sorpresa: era previsto da molti operatori del settore dopo il progressivo esaurimento dei lavori legati al Superbonus 110%, che aveva gonfiato numeri e aspettative a partire dal 2021. In Molise, solo negli ultimi tre anni, la massa salari era aumentata di quasi 8 milioni di euro, con un incremento di oltre 400 lavoratori attivi nel comparto.

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A ciò si aggiunge un altro elemento di contesto: l’accavallarsi di interventi finanziati con fondi PNRR, che in molti casi hanno generato picchi di attività seguiti da pause fisiologiche dovute a iter burocratici, gare e riprogrammazioni.

Il rischio: lasciare il settore in balìa del sommerso
Con la fine della fase espansiva “straordinaria”, il settore rischia di scivolare in una nuova stagione di fragilità, se non accompagnato da misure strutturali di regolazione, formazione e controllo. Il principale pericolo indicato da chi conosce il comparto è che una parte dei lavori si sposti verso il sommerso, dove i costi si abbassano ma anche la sicurezza e la legalità.

In questo scenario, assume rilevanza lo strumento della “Patente a crediti”, introdotto a livello nazionale e ora oggetto di contrattazione a livello territoriale. Si tratta di un sistema che punta a premiare le imprese virtuose sul fronte della sicurezza, della regolarità contrattuale e dell’investimento in tecnologie e formazione, scoraggiando le scorciatoie opache.

La sfida dei prossimi mesi sarà duplice: da un lato gestire la transizione da un’edilizia drogata dagli incentivi a una più stabile e sostenibile; dall’altro presidiare il territorio, affinché le risorse pubbliche — ancora ingenti tra PNRR, rigenerazione urbana, edilizia scolastica e opere stradali — si traducano in lavoro vero, legale e sicuro.



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