
Quest’anno le quotazioni del rame hanno battuto ogni record. E anche se la speculazione ha giocato un ruolo importante nel far salire i prezzi, c’è una reale aspettativa che questo metallo morbido, e altri cosiddetti minerali del futuro, giochino un ruolo vitale nella transizione energetica.
La domanda speculativa è, per sua natura, instabile. Non è possibile dire con certezza se i prezzi internazionali del rame continueranno a salire nel corso dell’anno, soprattutto perché la domanda legata all’uso industriale in Cina rimane sottotono. Tuttavia, guardando al futuro, ci sono argomenti convincenti per investire nei minerali strategici, argomenti basati sia sull’utilità che sulla scarsità.
Quali sono e a cosa servono i minerali del futuro
I minerali del futuro sono materie prime da estrazione – tra cui rame, litio, alluminio, platino e nichel – che sono essenziali per lo sviluppo delle economie.
Sono fondamentali per la transizione energetica, poiché ci stiamo allontanando dai combustibili fossili per passare a un’economia più sostenibile, soprattutto attraverso l’elettrificazione della produzione di energia e dei trasporti.
Ad esempio, il rame è un metallo ampiamente utilizzato per le sue qualità di buon conduttore. È essenziale nella maggior parte delle applicazioni elettroniche ed elettriche. La domanda futura sarà guidata dal suo ruolo nelle reti elettriche e nei veicoli elettrici (EV).
Il litio, un metallo alcalino bianco-argenteo, è importante invece per le batterie ricaricabili agli ioni di litio che alimentano i veicoli elettrici e per le batterie utilizzate per l’accumulo di energia nelle reti elettriche. L’Agenzia Internazionale per l’Energia stima che entro il 2040 avremo bisogno di una quantità di litio 20 volte superiore a quella necessaria nel 2020.
È un superciclo delle materie prime?
Un superciclo è un periodo in cui un cambiamento strutturale genera una domanda elevata e duratura, con conseguente rialzo prolungato dei prezzi. La crescente importanza dei minerali del futuro è sostenuta dalla transizione dai combustibili fossili e dalle politiche governative, favorendo una domanda robusta nei prossimi vent’anni e oltre.
Allo stesso tempo l’offerta resterà limitata: le compagnie minerarie, che negli ultimi dieci anni non hanno investito in nuove risorse, non hanno creato capacità produttiva aggiuntiva; dove esiste, i volumi e la qualità sono in calo. Queste dinamiche accrescono la probabilità di un nuovo superciclo.
Comprare l’azienda, non la merce
Riteniamo che gli investitori debbano investire nelle aziende che stanno dietro ai minerali del futuro, poiché la storia ci insegna che è il modo migliore per beneficiare dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Le opportunità di investimento si estendono lungo l’intera catena del valore: dalle società minerarie ai fornitori di macchinari per l’estrazione, fino alle aziende che realizzano prodotti ad alta intensità di minerali, come i veicoli elettrici.
A valle della catena del valore, è possibile trovare opportunità tra le aziende attive nella decarbonizzazione di trasporti, edifici e industria, e quelle impegnate nello sviluppo di motori a magneti permanenti.
Giocare d’anticipo
Tutto si sta allineando per l’avvio di un superciclo delle materie prime, che potrebbe trasformarsi in un’opportunità pluridecennale. Un ingresso tempestivo può dunque fare la differenza in termini di rendimento.
In Cina le vendite di veicoli elettrici, che nel 2020 rappresentavano il 2%, sono cresciute fino a rappresentare quasi la metà del mercato, mentre nei Paesi sviluppati, dove la penetrazione dei veicoli elettrici è meno profonda, la diffusione è destinata ad accelerare con l’entrata in vigore dei divieti ai motori a combustione e il calo dei costi delle batterie.
Parallelamente, nel Regno Unito la National Grid ha annunciato piani decennali ambiziosi a sostegno della transizione green, mentre a livello globale, le reti elettriche dovranno espandere le linee di trasmissione e distribuzione di circa 150 milioni di km, pari alla distanza Terra-Sole. Di fronte a tale domanda, l’offerta faticherà a tenere il passo, sostenendo i prezzi.
Parallelamente, nel Regno Unito la National Grid ha annunciato piani decennali ambiziosi a sostegno della transizione green, mentre a livello globale le reti elettriche dovranno espandere trasmissione e distribuzione di circa 150 milioni di km, pari alla distanza Terra-Sole. Di fronte a tale domanda, l’offerta faticherà a tenere il passo, sostenendo i prezzi.
Considerazioni finali
La transizione verso lo zero netto delle emissioni di carbonio dovrà procedere a un ritmo senza precedenti, richiedendo un’ampia diffusione di tecnologie a basse emissioni e infrastrutture sostenibili, tutte basate sui minerali del futuro.
Oltre ai veicoli elettrici e alle reti elettriche, sarà necessaria una transizione profonda nei trasporti, negli edifici, nell’industria e nell’agricoltura, tutti settori ad alta intensità di minerali del futuro. In tale contesto, la sostenibilità è ormai al centro delle logiche di investimento, e la capacità di monitorare e gestire i rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) è fondamentale gli investitori.
Inoltre, poiché molte aziende in questo universo operano nei mercati emergenti, diventa essenziale mantenere un dialogo costante con le società in cui investiamo.
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