
L’innovazione non è solo creatività, ma un fattore capace di migliorare la crescita aziendale. Lo dimostra la nuova edizione dello studio annuale “Most Innovative Companies 2025” di Boston Consulting Group (Bcg), che analizza due decenni di performance delle aziende più innovative al mondo.
È nei marosi del mercato che l’innovazione fa la differenza
I dati sono inequivocabili: dal 2005, le imprese che figurano con maggiore frequenza nella classifica delle 50 aziende più innovative hanno registrato un Total shareholder return (Tsr) superiore di +2,4 punti percentuali all’anno rispetto al mercato globale. Nei momenti di crisi, questo vantaggio cresce in modo significativo, arrivando a +14 punti durante la Grande Recessione e addirittura +24 punti nel primo anno della pandemia da COVID-19.
Questo conferma che l’innovazione è un vero e proprio asset competitivo, capace di garantire resilienza e valore anche in contesti economici difficili e incerti.
Tende a calare la continuità nell’innovare
Nonostante i benefici comprovati, lo studio evidenzia una criticità importante: la capacità delle aziende di innovare con continuità è in drastico calo. Se nel 2021 il 20% delle imprese si dichiarava pronta a trasformare l’innovazione in risultati concreti, nel 2024 questa percentuale si è ridotta al 3%, a indicare difficoltà crescenti nel passare dalla strategia all’esecuzione.
Lo scenario competitivo si è fatto più fluido e selettivo: solo il 3% delle aziende è riuscito a entrare ogni anno nella classifica dal 2005 a oggi, mentre solo il 14% ha raggiunto lo status di “serial innovator”, ossia con almeno 10 presenze nella top 50.
Europa in difficoltà, Cina e Nord America dominano
Un’analisi geografica dello studio rivela divari sempre più marcati tra le diverse regioni. L’Europa mostra meno continuità nelle performance innovative: il 36% delle aziende europee presenti è entrato nella classifica solo una volta, la percentuale più alta tra tutte le aree geografiche. Al contrario, la Cina ha fatto grandi progressi: assente nel 2005, oggi conta otto imprese tra le prime 50, con il fatto che si posizionano nella top 10.
Il rapporto conferma che la maturità digitale è il primo fattore abilitante per l’innovazione. Nel 2024, oltre l’80% degli investimenti globali in venture capital sono stati dedicati all’adozione di AI e intelligenza artificiale generativa (GenAI).
Le strategie per rilanciare l’innovazione sistemica
In uno scenario che richiede maggiore resilienza e selettività, Bcg suggerisce quattro direttrici fondamentali per le aziende che vogliono rafforzare la propria capacità innovativa.
Ridefinire l’ambizione: rivedere aree di focalizzazione secondo i mutamenti dei mercati e delle esigenze dei clienti, valutando anche gli impatti di crisi geopolitiche e aumento dei costi. Ribilanciare il portafoglio: scegliere con cura portfolio di progetti e allocazione di risorse, con possibili strategie di localizzazione per compensare la minore scala globale. Ripensare la gestione dei talenti: affrontare le sfide nel reclutamento e nella gestione delle persone, considerando vincoli geografici e logistici. Ripensare i centri di innovazione: ridistribuire le sedi ei poli innovativi in funzione delle nuove opportunità e vincoli geopolitici.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link