29 Agosto 2025
Incentivi auto elettriche 2025: fino a 11.000€ da settembre


Il governo italiano ha deciso di reindirizzare una parte consistente dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per sostenere direttamente l’acquisto di veicoli elettrici da parte di cittadini e piccole imprese. La cifra messa in campo raggiunge i 597 milioni di euro, risorse che inizialmente erano destinate al potenziamento dell’infrastruttura di ricarica elettrica ma che ora verranno utilizzate per incentivare il rinnovo del parco auto circolante.

L’operazione rappresenta un cambio di strategia significativo nella politica ambientale nazionale, concentrando gli sforzi sull’acquisto diretto piuttosto che sull’espansione delle colonnine di ricarica. Il sistema di aiuti presenta una struttura articolata che tiene conto delle condizioni economiche dei beneficiari e del tipo di utilizzo dei veicoli. Per i privati cittadini, gli incentivi oscillano tra i 9.000 e gli 11.000 euro in base alla situazione reddituale: chi presenta un ISEE non superiore a 30.000 euro potrà ottenere il massimo contributo di 11.000 euro, mentre per redditi compresi tra 30.000 e 40.000 euro l’agevolazione scende a 9.000 euro.

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Le microimprese, definite come aziende con meno di dieci dipendenti e un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro, possono invece accedere a contributi fino a 20.000 euro per l’acquisto di veicoli commerciali elettrici.

Requisiti territoriali e limitazioni del programma

L’accesso agli incentivi è geograficamente limitato alle cosiddette aree urbane funzionali, ovvero città con più di 50.000 abitanti e le relative zone di pendolarismo. Questa scelta strategica mira a concentrare l’intervento nelle zone dove l’impatto ambientale del traffico è più critico e dove la qualità dell’aria necessita di miglioramenti urgenti. Per ottenere il contributo, sia i privati che le microimprese dovranno necessariamente rottamare un veicolo termico di categoria fino a Euro 5, dimostrando così l’effettivo ricambio del parco circolante.

Le automobili elettriche per accedere all’incentivo devono rispettare parametri precisi: categoria M1 con almeno quattro ruote, massimo otto posti oltre al conducente, alimentazione completamente elettrica tramite batterie ricaricabili e prezzo di listino non superiore a 35.000 euro IVA esclusa. Per i veicoli commerciali, l’attenzione si concentra sulle categorie N1 e N2, con contributi che non possono superare il 30% del prezzo di acquisto nel rispetto delle normative europee sui contributi de minimis.

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Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato come l’iniziativa voglia “accelerare la transizione anche nel settore della mobilità privata e commerciale, supportando concretamente cittadini e piccole imprese nei contesti urbani più esposti all’inquinamento“. Il ministro ha inoltre evidenziato l’aspetto sociale dell’intervento, spiegando che il sostegno è stato calibrato specificatamente per famiglie con redditi più bassi e microimprese, riconoscendo che la transizione ecologica deve tenere conto delle disparità economiche esistenti.

Meccanismi operativi e tempistiche

La gestione tecnica del programma è affidata a Sogei, che ha sviluppato una piattaforma informatica dedicata per gestire le registrazioni dei beneficiari, dei concessionari aderenti e l’erogazione dei bonus. Il sistema prevede che i contributi vengano applicati direttamente come sconto al momento dell’acquisto, eliminando la necessità di anticipare l’intero importo per poi richiedere il rimborso. Questo meccanismo dovrebbe semplificare notevolmente l’accesso agli incentivi, rimuovendo barriere burocratiche che in passato hanno limitato l’efficacia di programmi simili.

Per le famiglie, il bonus può essere utilizzato da un solo componente del nucleo familiare, che deve essere il primo intestatario del veicolo da rottamare da almeno sei mesi. Interessante la possibilità che il beneficiario possa trasferire l’agevolazione a un altro membro maggiorenne della stessa famiglia, offrendo flessibilità nell’utilizzo del contributo. Una volta generato il bonus sulla piattaforma, i concessionari avranno 30 giorni per validarlo, altrimenti l’importo tornerà disponibile per altri richiedenti.

Il programma ha una scadenza fissa al 30 giugno 2026, data che coincide con i termini del PNRR, e le modalità operative specifiche verranno comunicate attraverso il sito istituzionale del ministero. L’avvio è previsto per settembre, quando dovrebbe aprirsi la piattaforma per le registrazioni. La rimodulazione dei fondi rappresenta una scommessa del governo sulla capacità di stimolare direttamente la domanda di veicoli elettrici, puntando sull’incentivo economico piuttosto che sul potenziamento infrastrutturale per accelerare la transizione verso una mobilità più sostenibile nelle aree urbane più critiche del paese.



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