29 Agosto 2025
la Farnesina si struttura su due pilastri per promuovere export e diplomazia


La Farnesina cambia volto per rispondere alle nuove sfide globali segnate da guerre, dazi e tensioni ibride. Il Consiglio dei Ministri ha approvato una riorganizzazione interna del ministero degli Esteri che punta a rafforzare la promozione economica, coordinando agenzie come Ice, Simest, Sace e Cassa depositi e prestiti. La struttura si articola ora su due direttrici: una politica e una economica, con un pilastro dedicato alla crescita e all’export. Questa trasformazione riguarda anche la politica estera, chiamata a decisioni più rapide di fronte ai focolai di crisi internazionali.

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La nuova direzione generale per la crescita e il coordinamento delle agenzie di supporto all’export

Il cuore della riforma è la creazione della direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni. Questo nuovo organismo deve integrare e coordinare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere le imprese italiane all’estero. Tra le agenzie coinvolte ci sono Ice, con il suo ruolo di sostegno commerciale, Simest per l’internazionalizzazione, oltre a Sace e Cassa depositi e prestiti che mettono a disposizione strumenti finanziari e assicurativi. Prima della riforma, queste entità operavano in modo più frammentato.

Mauro Battocchi, già alla guida della promozione del sistema paese, è destinato a guidare questa direzione. Oltre a spingere l’economia, Battocchi dovrà coordinare gli 80 istituti italiani di cultura, i 60 addetti scientifici e le iniziative nei settori sportivo e tecnologico in Italia e all’estero. L’intenzione è che le ambasciate in tutto il mondo diventino veri e propri trampolini per l’export italiano, mettendo al centro la crescita economica nazionale.

Questa centralizzazione aiuta anche a monitorare da vicino le difficoltà legate ai dazi e ad altre barriere commerciali. È in fase di allestimento una «sala di monitoraggio» presso la direzione crescita, in collaborazione stretto con l’Istat, per raccogliere dati puntuali su mercati e situazioni di rischio.

Il contesto internazionale che spinge la riforma del ministero degli Esteri

La decisione di riorganizzare la Farnesina arriva in un contesto internazionale complicato. Le guerre in Ucraina e a Gaza hanno aumentato la necessità di un ministero che sappia rispondere con rapidità ai focolai di crisi, come evidenziato nella relazione che accompagna il decreto. Oltre ai conflitti, sul fronte commerciale pesano i dazi e altre tensioni ibride che mettono a rischio l’export italiano.

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Per esempio, il caso dei dazi applicati a prodotti come Grana Padano e Parmigiano Reggiano nei porti di New York e New Jersey ha acceso l’attenzione del ministero. La Farnesina ha attivato una task force per garantire la corretta applicazione degli accordi con l’Unione Europea su questi prodotti, sottolineando la necessità di evitare interpretazioni errate che danneggiano le aziende italiane.

Questi fattori evidenziano quanto sia urgente dotare il ministero di due pilastri ben distinti, uno politico e uno economico, capaci di lavorare in sinergia pur mantenendo funzioni specifiche. Il pilastro politico si occupa di linee diplomatiche e sicurezza internazionale, mentre quello economico si concentra su crescita, export e tutela delle imprese.

Il pilastro politico: centralizzare sicurezza e decisioni diplomatiche

La riorganizzazione concentra in un’unica direzione le attività legate alla politica estera e alla sicurezza internazionale. La direzione per gli affari politici e la sicurezza, guidata fino a poco tempo fa da Pasquale Ferrara, riunisce le competenze necessarie per gestire scenari complessi come quelli che riguardano Ucraina e Palestina.

L’obiettivo è garantire decisioni rapide e coordinate su aree di crisi che richiedono reazioni tempestive. Questa scelta riflette i mutati equilibri globali, dove la diplomazia classica si deve integrare con l’analisi continua di scenari delicati.

Ferrara, ora in pensione, è noto anche per aver promosso la lettera degli ex diplomatici alla presidente Meloni sul riconoscimento dello Stato di Palestina: un segno di come tra le sfide del ministero ci siano anche aspetti politici delicati, strettamente legati allo scenario internazionale attuale.

Innovazione, cyber sicurezza e aperture verso nuovi mercati

La riorganizzazione tiene conto delle nuove minacce digitali e tecnologiche che richiedono organizzazione e strumenti specifici. Nasce una nuova direzione generale dedicata alle questioni cibernetiche, all’informatica e all’innovazione tecnologica. Non entrerà in conflitto con l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza, ma anzi supporterà il suo lavoro, contribuendo a proteggere le infrastrutture e i dati sensibili del Paese.

Sul fronte commerciale, proseguiranno le missioni di sistema: dopo visita a Messico, India e Brasile, è prevista una missione in Arabia Saudita nel prossimo novembre. Queste iniziative puntano a diversificare i mercati e a rafforzare la presenza italiana in aree ad alto potenziale di crescita.

Un progetto centrale è quello di raggiungere 700 miliardi di euro di export entro la fine del mandato parlamentare. La strategia si basa su un piano d’azione che coinvolge strumenti economici, culturali e scientifici, con l’ambizione di valorizzare in modo organico tutte le risorse e gli uffici delle rappresentanze italiane nel mondo.

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L’approvazione del nuovo assetto della Farnesina riflette la volontà di conferire al ministero degli Esteri una struttura in grado di rispondere alle sfide internazionali attuali, unendo diplomazia politica a strumenti concreti per sostenere economia e imprese italiane. L’iniziativa vuole portare coerenza e velocità nelle scelte, puntando su un sistema integrato che migliori l’efficacia degli interventi sul terreno globale.





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