
PORDENONE – Nel cuore produttivo del Nord-Est, dove la domanda di manodopera qualificata supera da anni l’offerta locale, il Progetto Ghana di Confindustria Alto Adriatico è un’iniziativa che unisce pragmatismo industriale e visione sociale. Un ponte tra Friuli Venezia Giulia e Africa occidentale, costruito non solo per colmare un vuoto nelle fabbriche, ma per dare forma a un modello di cooperazione internazionale sostenibile.
Le imprese del comparto metalmeccanico, navale e impiantistico del Friuli Venezia Giulia, e anche del Nordest, affrontano da tempo una sfida strutturale: la carenza di tecnici specializzati. Saldatori, montatori elettrici, operatori logistici sono figure sempre più rare, nonostante gli investimenti in formazione locale. Il Progetto Ghana risponde a questa esigenza con un approccio innovativo: selezionare giovani ghanesi, formarli in patria grazie alle Scuole Salesiane di Accra e Sunyani, e poi completare il percorso in Italia con moduli professionalizzanti e certificazioni linguistiche. Il tutto sotto l’egida del Decreto Cutro, che consente l’ingresso regolare nel nostro Paese per motivi di lavoro.
IL PUNTO
Con gli ultimi arrivi di agosto, sono quasi 300 i lavoratori che sono stati inseriti nelle filiere produttive friulgiuliane, con contratti in somministrazione e piena tutela normativa. Le aziende che hanno inserito tra le prime lavoratori giunti dal Ghana, come il Gruppo Fincantieri e Cimolai, parlano di un impatto positivo: competenze solide, motivazione alta, e una risposta concreta alle esigenze di continuità produttiva. Una parte dei giovani giunti in Fvg in questi giorni, verranno accolti da Marine Interiors di Pordenone e Alf spa di Gaiarine. Ma il Progetto Ghana non è solo una risposta industriale. È anche e forse soprattutto un esperimento di integrazione regolata e dignitosa.
COME FUNZIONA
I giovani coinvolti non arrivano in Italia in cerca di fortuna: arrivano con un mestiere, una formazione certificata, e un percorso di accoglienza strutturato. La collaborazione con Umana SpA e Umana Forma garantisce un accompagnamento linguistico, culturale e abitativo. I lavoratori ricevono supporto per l’inserimento sociale, per il riconoscimento dei diritti, e per la costruzione di una nuova vita in un contesto che li valorizza. Determinante è anche la costruzione di percorsi di inserimento sociale, avviati già nella fase di formazione in Ghana, grazie al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei migranti tra cui l’Associazione Italia-Ghana che favoriscono un clima di accoglienza nei contesti di lavoro e nella vita comunitaria.
Il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sottolinea come il progetto “sta dimostrando la sua efficacia: offre risposte concrete alle imprese e un modello regolato di formazione e integrazione”, ed è anche “un modello replicabile di cooperazione internazionale, che unisce etica e pragmatismo”. E non è un caso che il lancio ufficiale sia avvenuto nel 2024 ad Accra alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a testimonianza del valore strategico e umano dell’iniziativa, né lo è il fatto che altre territoriali del sistema Confindustria abbiano aderito all’iniziativa e abbiano chiesto informazioni ed assistenza per poterlo riproporre in altre regioni.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link