31 Agosto 2025
decolla il progetto di Confindustria


PORDENONE – Nel cuore produttivo del Nord-Est, dove la domanda di manodopera qualificata supera da anni l’offerta locale, il Progetto Ghana di Confindustria Alto Adriatico è un’iniziativa che unisce pragmatismo industriale e visione sociale. Un ponte tra Friuli Venezia Giulia e Africa occidentale, costruito non solo per colmare un vuoto nelle fabbriche, ma per dare forma a un modello di cooperazione internazionale sostenibile.

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Le imprese del comparto metalmeccanico, navale e impiantistico del Friuli Venezia Giulia, e anche del Nordest, affrontano da tempo una sfida strutturale: la carenza di tecnici specializzati. Saldatori, montatori elettrici, operatori logistici sono figure sempre più rare, nonostante gli investimenti in formazione locale. Il Progetto Ghana risponde a questa esigenza con un approccio innovativo: selezionare giovani ghanesi, formarli in patria grazie alle Scuole Salesiane di Accra e Sunyani, e poi completare il percorso in Italia con moduli professionalizzanti e certificazioni linguistiche. Il tutto sotto l’egida del Decreto Cutro, che consente l’ingresso regolare nel nostro Paese per motivi di lavoro.

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IL PUNTO

Con gli ultimi arrivi di agosto, sono quasi 300 i lavoratori che sono stati inseriti nelle filiere produttive friulgiuliane, con contratti in somministrazione e piena tutela normativa. Le aziende che hanno inserito tra le prime lavoratori giunti dal Ghana, come il Gruppo Fincantieri e Cimolai, parlano di un impatto positivo: competenze solide, motivazione alta, e una risposta concreta alle esigenze di continuità produttiva. Una parte dei giovani giunti in Fvg in questi giorni, verranno accolti da Marine Interiors di Pordenone e Alf spa di Gaiarine. Ma il Progetto Ghana non è solo una risposta industriale. È anche e forse soprattutto un esperimento di integrazione regolata e dignitosa.

COME FUNZIONA

I giovani coinvolti non arrivano in Italia in cerca di fortuna: arrivano con un mestiere, una formazione certificata, e un percorso di accoglienza strutturato. La collaborazione con Umana SpA e Umana Forma garantisce un accompagnamento linguistico, culturale e abitativo. I lavoratori ricevono supporto per l’inserimento sociale, per il riconoscimento dei diritti, e per la costruzione di una nuova vita in un contesto che li valorizza. Determinante è anche la costruzione di percorsi di inserimento sociale, avviati già nella fase di formazione in Ghana, grazie al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei migranti tra cui l’Associazione Italia-Ghana che favoriscono un clima di accoglienza nei contesti di lavoro e nella vita comunitaria.

Il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sottolinea come il progetto “sta dimostrando la sua efficacia: offre risposte concrete alle imprese e un modello regolato di formazione e integrazione”, ed è anche “un modello replicabile di cooperazione internazionale, che unisce etica e pragmatismo”. E non è un caso che il lancio ufficiale sia avvenuto nel 2024 ad Accra alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a testimonianza del valore strategico e umano dell’iniziativa, né lo è il fatto che altre territoriali del sistema Confindustria abbiano aderito all’iniziativa e abbiano chiesto informazioni ed assistenza per poterlo riproporre in altre regioni.





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