
Il governo Schifani starebbe sottovalutando gli effetti negativi che potrebbero derivare dalla riduzione dei contributi, in seguito al ritardo nella consegna della documentazione.
La proroga è arrivata, ma le preoccupazioni sono rimaste. Il decreto firmato ieri dal dirigente generale del dipartimento regionale Agricoltura, Fulvio Bellomo, non ha per nulla soddisfatto l’Agci Sicilia.
L’Associazione generale cooperative italiane nei giorni scorsi aveva sollevato un caso, poi rilanciato anche dal Movimento 5 Stelle e riguardante i rischi a cui vanno incontro numerosi imprenditori beneficiari dei fondi del Programma sviluppo rurale (Psr) 2014-2022.
La proroga
Il decreto ha esteso fino al 20 settembre il termine entro cui potranno essere presentato le domande di saldo dei contributi assegnate alle imprese agricole per la realizzazione di investimenti materiali.
In precedenza una prima proroga aveva spostato la scadenza da fine giugno al 30 agosto, sia per ciò che concerneva la realizzazione dei lavori che la presentazione della domanda di saldo. “Tutti i beneficiari del Psr potranno presentare le domande di saldo entro la data del 20 settembre consapevoli dell’applicazione delle previste griglie di riduzione ed esclusione per ritardata presentazione delle stesse domande”, si legge nel provvedimento. Lo stesso specifica che comunque la fine dei lavori resta fissata al 30 agosto.
Il decreto stabilisce inoltre che nel caso di impossibilità di rilasciare le domande di saldo, in quanto ancora non sono state liquidate le domande di acconto presentate prima del 2 luglio, i beneficiari “potranno presentare la domanda di saldo entro trenta giorni dalla liquidazione” dell’acconto.
La posizione dell’Agci
Per l’Associazione generale cooperative italiane, tuttavia, la decisione presa dalla Regione porterà a poco e non scongiurerà in alcuna maniera i rischi delle imprese agricole. Se da parte della pubblica amministrazione c’è l’esigenza di certificare la spesa – e dunque completare le attività di verifica – entro la data ultima del 31 dicembre di quest’anno, per l’Agci i ritardi non possono essere del tutto imputati agli imprenditori. Tutt’altro.
“Pur riconoscendo l’intento di venire incontro alle difficoltà operative segnalate da più parti – si legge in una lettera firmata dal presidente dell’associazione Michele Cappadona e indirizzata al presidente della Regione Renato Schifani, all’assessore regionale Salvatore Barbagallo e al dirigente generale Fulvio Bellomo – riteniamo che la proroga concessa non sia sufficiente a risolvere le criticità strutturali che riguardano in particolare la sottomisura 4.1, dove numerose imprese agricole si trovano ancora nella fase di completamento degli investimenti. La proroga attuale, non estesa al termine congruo da noi proposto del 30 ottobre 2025, rischia – viene sottolineato – di compromettere la sostenibilità economica delle aziende coinvolte, generando tensioni nei rapporti con gli istituti finanziari e mettendo a repentaglio la riuscita degli interventi”.
La questione caldo
Per l’associazione, il governo Schifani starebbe sottovalutando gli effetti negativi che potrebbero derivare dalla riduzione dei contributi, in seguito al ritardo nella consegna della documentazione necessaria per ottenere il saldo. “È fondamentale che l’Amministrazione regionale consideri l’impatto collettivo di queste misure, evitando che gli imprenditori agricoli siano esposti al rischio di fallimento”, si legge. A risentire della decurtazione dei contributi potrebbero essere anche quei professionisti che hanno già sottoscritto impegni contrattuali con le aziende, confidando nel sostegno pubblico.
Tra i motivi da considerare per cercare una soluzione più solida ci sono i ritardi che sarebbero derivati dalla stagione estiva: le alte temperature e poi il periodo feriale hanno rallentato i lavori di completamento dei progetti finanziati.
A ciò si aggiunge il fatto che alcune linee di finanziamento, come la sottomisura 4.1, ha subito intoppi negli anni. “È rimasta bloccata per circa otto anni, non certo per responsabilità delle imprese partecipanti, ma a causa di gravi rallentamenti burocratici. Questa situazione ha generato disagi enormi”, denunciano dall’associazione.
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