
Gli italiani sembrano in maggioranza favorevoli al divieto di utilizzo dei cellulari in classe e alla limitazione dell’accesso ai social network per i minori di 15 anni. E sul tema dell’intelligenza artificiale (IA) a scuola, seppur più divisivo inizialmente, l’italiano in media mostra invece una significativa apertura, ma quando l’utilizzo è contestualizzato e gestito dagli insegnanti. E’ quanto emerge da nuova indagine condotta da SWG, KPMG e Ministero dell’Istruzione.
Adolescenti con lo smartphone – immagine generica (Ansa)
3 italiani su 10 favorevoli al divieto
Oltre 3 italiani su 4 (76%) ritengono giusto vietare l’utilizzo dei cellulari in classe, una posizione netta che raccoglie consensi trasversali, dagli over 55 ai più giovani fino ai 34 anni. In particolare, un ampio 76% si dichiara d’accordo o totalmente d’accordo con l’ipotesi di estendere il divieto di cellulare anche nelle scuole secondarie di secondo grado (ex scuole superiori), un consenso particolarmente forte tra i genitori e gli over 55.
liceo (Pixabay)
Teenagers con smartphone (getty images)
D’accordo anche 68% dei giovani tra i 18 e i 34 anni
C’è anche un ampio favore (76%) verso la proposta italiana all’UE di bandire in tutta Europa l’utilizzo dei cellulari in classe fino ai 14 anni. Una posizione altrettanto chiara emerge sulla proposta di una legge per vietare l’accesso ai social a chi ha meno di 15 anni, con il 77% degli italiani favorevole. Questo include un significativo 68% dei giovani tra i 18 e i 34 anni.
studenti delle scuole superiori (Getty)
Insegnante in classe (Getty)
12/12/2024
I pericoli secondo il sondaggio
Gli italiani percepiscono numerosi pericoli associati all’uso incontrollato del cellulare da parte degli adolescenti:
-Esposizione a pericoli esterni: come l’avvio di relazioni pericolose con sconosciuti (73%)
-La condivisione di informazioni personali a scopi criminosi (72%)
-Esposizione al cyberbullismo (71%) e a contenuti inappropriati come la pornografia (69%).
Dipendenze e isolamento sociale
La percezione di un uso compulsivo (70%) e lo sviluppo di sintomi di astinenza (66%) sono elevate, così come il rischio di isolamento sociale e perdita di relazioni fisiche (67%). Paradossalmente, i pericoli legati direttamente alle prestazioni scolastiche, come la riduzione del tempo dedicato allo studio (61%) e il calo del rendimento (60%), sono meno indicati rispetto ad altri rischi più intrusivi nella sfera sociale e psicologica, pur rimanendo percezioni diffuse.
Insegnante (Pixabay)
71%: concorda su importanza che il mondo della scuola si confronti sul tema dell’IA
Il tema dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo della scuola è più sfumato e divisivo. Inizialmente, quasi la metà dei genitori e il 41% della popolazione ritengono che l’IA non dovrebbe in alcun modo entrare nel mondo della scuola. Tuttavia, le posizioni mutano significativamente di fronte a un utilizzo gestito dagli insegnanti in campo didattico. Il consenso aumenta decisamente quando l’IA viene proposta come strumento a supporto della didattica: il 71% concorda sull’importanza che il mondo della scuola si confronti sul tema dell’IA per trovare applicazioni utili a una didattica avanzata e personalizzata.
Intelligenza artificiale (PIxabay)
Minori e Smartphone (LaPresse)
robot, umanoide, intelligenza artificiale (getty images)
Un uso consapevole dell’intelligenza artificiale
Il 68% crede che l’uso consapevole dell’IA da parte degli insegnanti possa creare contenuti didattici mirati per le necessità di ogni studente. Il 61% ritiene giusto utilizzare l’IA per aiutare i docenti a supportare gli allievi con maggiori difficoltà.
Studente utilizza l’intelligenza artificiale come supporto per una progetto scolastico (GettyImages)
La principale preoccupazione si concentra sul rischio che l’IA in mano agli studenti possa disincentivare l’apprendimento e promuovere la ricerca di soluzioni semplici per i doveri scolastici.
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