30 Agosto 2025
“I costi fissi frenano il potere d’acquisto”


“L’incremento della spesa non va confuso con un vero recupero del potere d’acquisto delle famiglie, ancora pesantemente condizionato dall’aumento delle spese obbligate”. Con queste parole il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa, Federico Pieragnoli commenta i dati Confcommercio sui consumi delle famiglie nel 2025.

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“Abitazione, utenze, carburanti, assicurazioni: oggi quasi il 42% della spesa complessiva finisce in voci obbligatorie, che non generano ricchezza diretta per il territorio. E anche a Pisa, nonostante segnali di tenuta, le imprese continuano a fare i conti con consumi prudenti e selettivi”. Secondo i dati della nota di aggiornamento Confcommercio, nel 2025 la spesa media reale pro capite in Italia è stimata in circa 22.000 euro, con una crescita rispetto al biennio precedente, ma ancora al di sotto dei livelli del 2007. In Toscana, il valore medio si attesta a 24.545 euro, al di sopra della media nazionale. La variazione dal 2024 al 2025 è di appena +0,9%, segno di una ripresa lenta e non strutturale.

“Una parte importante della spesa viene assorbita da esigenze essenziali, mentre settori come ristorazione, commercio al dettaglio, viaggi e tempo libero faticano ancora a ritrovare stabilità” aggiunge Pieragnoli. “Per stimolare il commercio – afferma il presidente Confcommercio Provincia di Pisa Stefano Maestri Accesi – servono fiducia, stabilità economica e un impegno comune tra istituzioni, associazioni e cittadini. Chi sceglie di acquistare nei negozi di vicinato o di usufruire dei servizi locali contribuisce a tenere vivo un tessuto economico fatto di competenze, relazioni e identità. Ed è questa la vera leva per trasformare i timidi segnali di ripresa in una crescita duratura. In questo senso, investire in infrastrutture e garantire la sicurezza nei centri abitati è fondamentale: opere ben pianificate e strade sicure non solo facilitano la mobilità e l’accesso alle attività commerciali, ma generano anche fiducia nella comunità, creando un contesto favorevole per le imprese e i cittadini”.

“Diventa decisivo sostenere il consumo locale e la spesa discrezionale, ovvero quella che alimenta direttamente l’economia dei territori. Lo facciamo chiedendo politiche fiscali più eque, semplificazioni amministrative e investimenti che aiutino famiglie e imprese a uscire dalla logica dell’emergenza” conclude Maestri Accesi.

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