31 Agosto 2025
Quali sono i settori e le aziende meno controllate da Agenzia dell’Entrate in base ultime statistiche


Il controllo fiscale rappresenta un elemento chiave per la tenuta del sistema tributario nazionale. In Italia, l’evasione fiscale diffusa ha spinto le istituzioni, e in particolare l’Agenzia delle Entrate, ad adottare meccanismi di monitoraggio e verifica sempre più sofisticati. Tali attività sono fondamentali non solo per identificare comportamenti illeciti, ma anche per rafforzare il senso di responsabilità collettiva dei contribuenti.

Statistiche sui controlli fiscali: quanto sono frequenti e su chi si concentrano

L’attività di verifica condotta dall’Agenzia delle Entrate mira, secondo dati ufficiali di Corte dei Conti e Ministero dell’Economia, a colpire principalmente le categorie giudicate a rischio elevato di evasione fiscale.

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Nel triennio compreso tra il 2024 e il 2026, i controlli pianificati sono risultati pari a circa 320.000 l’anno, mentre la platea dei soggetti fiscali monitorabili ha superato i 50 milioni tra persone fisiche e giuridiche.

La probabilità di essere sottoposti a verifica resta quindi statisticamente bassa: le verifiche sostanziali hanno interessato solo l’1,4% delle aziende attive e, nella maggior parte dei casi, sono espletate attraverso controlli automatizzati delle dichiarazioni o invio di comunicazioni di compliance.

Entrando più nel dettaglio:

    Contabilità

    Buste paga

     

  • I lavoratori dipendenti e i pensionati sono raramente oggetto di accertamenti formali per via delle ritenute alla fonte;
  • Lavoratori autonomi e imprese individuali presentano un rischio più elevato, specie in caso di redditi incoerenti o anomalie nei versamenti IVA;
  • Il controllo diventa più probabile per coloro che presentano incongruenze nei movimenti bancari o segnalano frequenti benefici fiscali.

Tuttavia, su 72,3 miliardi di euro di irregolarità accertate nel 2024, solo il 18% è stato effettivamente recuperato dallo Stato, evidenziando difficoltà nella trasformazione dei controlli in effettivo gettito. Tra i milioni di contribuenti richiamati per anomalie nelle imposte sui redditi, la percentuale di riscossione resta inferiore al 10%.

I settori meno controllati dall’Agenzia delle Entrate secondo i dati più recenti

Dalle recenti statistiche emerge che sono diversi i comparti economici in cui le attività di controllo risultano significativamente ridotte rispetto alla media nazionale. Ciò dipende da vari fattori: priorità di pianificazione, dimensione delle aziende e difficoltà oggettive di accertamento.

Microcredito

per le aziende

 




Finanziamo agevolati

Contributi per le imprese

 



Finanziamo agevolati

Contributi per le imprese

 



Microcredito

per le aziende

 




Settore Percentuale aziende controllate
Agricoltura 1,3-1,7%
Commercio 1,3-1,7%
Ristorazione 1,3-1,7%
Sanità e servizi alla persona 1,3-1,7%
Intrattenimento e spettacolo 1,3-1,7%
Settore edilizio 5%
Intermediari immobiliari 2%

Le ragioni di questa scarsa incidenza dei controlli nei settori sopra elencati sono molteplici: la frammentazione delle attività, la presenza preponderante di microimprese e la difficoltà, in taluni casi, di tracciare efficacemente tutte le transazioni economiche. In particolare, nei comparti agricolo e immobiliare, il controllo è spesso affidato a indagini più generali o a verifiche incrociate piuttosto che a ispezioni sistematiche.

Il settore sanitario e quello dell’intrattenimento registrano un numero limitato di interventi ispettivi, destinati ad aumentare solo in presenza di segnali evidenti di irregolarità. Nel commercio e nella ristorazione, la numerosità degli operatori e la difficoltà di tracciamento delle operazioni in contante contribuiscono a una minore probabilità statistica di controllo.

Le tipologie di aziende e società meno soggette a verifica fiscale

L’incidenza dei controlli fiscali varia sensibilmente anche in funzione della forma giuridica e della dimensione delle realtà produttive.

Secondo le recenti statistiche, le società di persone, le microimprese e le partite IVA in regime forfettario tendono a subire un numero di controlli formali inferiore rispetto alle società di capitali di maggiori dimensioni. In particolare:

  • Le società di persone (SNC e SAS) registrano un tasso di contestazioni relativamente basso, anche in presenza di irregolarità, con percentuali di riscossione sulle somme accertate inferiori al 10%.
  • Finanziamenti e agevolazioni

    Agricoltura

     

  • Le imprese in regime agevolato (forfettario o regime dei minimi) sono generalmente meno esposte, a meno che non emergano elementi di rischio specifico, come mancato rispetto dei requisiti di accesso.
  • Micro e piccole imprese con volumi d’affari limitati sfuggono spesso a verifiche ispettive approfondite, venendo selezionate solo in presenza di anomalie sistematiche.

Persone fisiche e professionisti che presentano dichiarazioni coerenti con i propri introiti sono controllati principalmente tramite strumenti automatizzati e ricezione di lettere di compliance, anziché ispezioni.

Per le grandi società, invece, la situazione si inverte: il livello di trasparenza richiesto e la frequenza delle ispezioni sono assai superiori, specie in presenza di operazioni con l’estero o strutture societarie complesse.

La probabilità di essere selezionati per una verifica è influenzata da alcuni comportamenti virtuosi e dalla dimensione stessa dell’attività economica. Gli elementi che contribuiscono a diminuire il rischio sono:

  • Contabilità ordinata e puntuale rispetto delle scadenze fiscali;
  • Dichiarazioni fiscali coerenti, prive di errori rilevanti e congruenti rispetto ai movimenti bancari dichiarati;
  • Richiedi prestito online

    Procedura celere

     

  • Limitata frequenza nell’utilizzo di detrazioni e bonus fiscali;
  • Strutture aziendali di dimensioni ridotte e attività svolte in regime forfettario;
  • Assenza di conti correnti anomali o movimentazioni sospette.



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