
Serpillo (UCI): Transizione energetica occasione epocale, ma servono garanzie per agricoltori e territori
Il presidente dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), Mario Serpillo, commentando i dati diffusi dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena) e i recenti rapporti sulla cooperazione energetica nel Mediterraneo e in Africa, ha affermato: «La transizione energetica è una sfida globale, la cui realizzazione determinerà nel prossimo futuro le condizioni di vita e la sopravvivenza degli attuali ecosistemi sul pianeta. Tuttavia, per raggiungere il più rapidamente possibile alcuni fondamentali obbiettivi, dobbiamo fare in modo che il costo dei cambiamenti che si rendono necessari non ricada, ancora una volta, sugli agricoltori e le comunità rurali».
Negli ultimi 15 anni il costo delle batterie per l’accumulo di energia (Bess) è crollato del 93%, rendendo eolico e fotovoltaico sempre più competitivi rispetto alle fonti fossili. L’Italia, con oltre 6,9 GW di capacità installata al giugno 2025, sta accelerando su questo fronte. Un ulteriore impulso arriverà dalle nuove aste Terna per il Macse (Meccanismo di Approvvigionamento della Capacità di Stoccaggio Elettrico): gare pubbliche attraverso cui il gestore della rete acquisterà servizi di accumulo, incentivando investimenti in grandi impianti di batterie. Questo strumento, simile al capacity market già in vigore per le centrali elettriche, permetterà di garantire stabilità alla rete e sostenere l’integrazione delle rinnovabili.
«Si tratta di una rivoluzione tecnologica che può contribuire a ridurre le emissioni e garantire sicurezza energetica – sottolinea Serpillo – ma la corsa alle rinnovabili e alle infrastrutture non può avvenire a scapito dei suoli agricoli e delle aziende già fragili».
Il presidente dell’UCI ricorda come i terreni agricoli italiani rappresentino una risorsa strategica per la produzione di cibo, per la gestione dell’acqua e per la resilienza climatica. «Ogni impianto fotovoltaico a terra, collocato senza pianificazione, consuma spazio fertile, compromette il paesaggio e riduce le possibilità di reddito per gli agricoltori. Le rinnovabili vanno sviluppate, ma con criteri di equilibrio: privilegiando l’agrivoltaico, le aree industriali dismesse, i tetti e le superfici già impermeabilizzate. Non possiamo sacrificare campi e aziende sull’altare della transizione energetica».
Serpillo richiama inoltre la necessità di una cornice multilaterale e paritaria, anche nei rapporti tra Italia, Mediterraneo e Africa: «La transizione non è solo una questione di approvvigionamento energetico, ma di giustizia climatica e sociale. In Africa oltre 600 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità. Parlare di partenariati significa costruire sistemi inclusivi, capaci di sostenere le comunità locali, le imprese agricole e le filiere alimentari. Senza cooperazione e formazione condivisa, rischiamo di ripetere vecchi modelli estrattivi».
Secondo l’UCI, l’Italia deve promuovere un modello che tenga insieme energia e agricoltura: «La forza del nostro Paese è nella capacità di creare relazioni fondate sulla fiducia e sul sapere, non solo sugli accordi commerciali. Come ricordava Enrico Mattei, l’energia può diventare strumento di sviluppo condiviso se accompagnata da formazione, ricerca e crescita comune. È questo lo spirito che chiediamo di recuperare, mettendo al centro agricoltori, territori e comunità».
«La transizione energetica può diventare un’opportunità per ridare centralità al mondo rurale – conclude Serpillo – ma serve una regia chiara: tutela dei suoli, agricoltura come presidio di sostenibilità e un vero multilateralismo che garantisca equilibrio tra produzione di energia, sicurezza alimentare e dignità delle comunità agricole».
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