31 Agosto 2025
Alluvione in Emilia-Romagna, a settembre le ordinanze: il via con le delocalizzazioni volontarie


di
Redazione Bologna

Dopo la proroga dello stato di emergenza, a metà mese i provvedimenti del commissario Curcio

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L’Emilia-Romagna aspetta le ordinanze del commissario straordinario Fabrizio Curcio che dovranno dare nuovo impulso alla ricostruzione: a metà settembre dovrebbe arrivare quella sulle delocalizzazioni volontarie incentivate. A ruota la seconda, anch’essa molto attesa, sulla semplificazione burocratica per gli indennizzi.

Il governo ha prorogato lo stato di emergenza per le zone interessate dalle alluvioni dell’autunno dello scorso anno: un provvedimento che riguarda da vicino Bologna e la sua provincia, duramente colpite tra settembre e ottobre 2024, sia in città che in collina dove ancora le ferite sono visibili. Rivendica la proroga decisa da Roma Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera e deputato bolognese: «Ringrazio il governo Meloni e il ministro della Protezione civile e delle politiche del Mare Nello Musumeci per la vicinanza e il sostegno dimostrati nei confronti dei territori dell’Emilia Romagna duramente colpiti dagli eventi meteorologici dei giorni scorsi. La decisione della proroga dello stato di emergenza, che era stato deliberato nell’ottobre del 2024, conferma l’attenzione e la vicinanza alla popolazione emiliano-romagnola da parte di questo esecutivo». Bignami non perde l’occasione per assestare una stoccata al Pd e ai suoi enti locali: «Purtroppo decenni di inerzia da parte delle amministrazioni regionali di centrosinistra, guidate da un folle ambientalismo ideologico, hanno reso il territorio facilmente vulnerabile agli eventi meteorologici. Come Fratelli d’Italia continueremo a stare al fianco dei cittadini e a chiedere che siano fatti gli interventi di messa in sicurezza, su cui il governo Meloni ha garantito importanti e significative risorse».




















































La proroga era necessaria, così come quella che era stata deliberata dal governo per gli eventi del 2023 qualche mese fa: diversi nuclei famigliari sono tutt’ora sgomberati dalle proprie abitazioni e beneficiano di misure di assistenza, come il Contributo di autonoma sistemazione (Cas) e l’esenzione temporanea del pagamento dei mutui (in vigore fino alla cessazione dello stato di emergenza anche per le imprese, incluse quelle del comparto agricolo). Inoltre, è in corso il completamento della prima fase degli interventi urgenti di ripristino dei danni, così come privati e imprese sono coinvolti sia dai provvedimenti emergenziali del contributo di immediato sostegno, sia dalla fase di ricostruzione. Dunque, era il ragionamento del presidente de Pascale, «se dovesse venire meno lo stato di emergenza verrebbero meno i presupposti per alcune importanti disposizioni previste dall’articolato sistema di ordinanze del capo Dipartimento della Protezione civile e del relativo raccordo con quelle del commissario straordinario di governo, indispensabili a dare continuità a tutte le attività in corso senza ulteriori modifiche del quadro normativo di riferimento».

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A Bologna, intanto, proseguono i lavori di ripristino dai danni alluvionali lungo il corso del Ravone, anche in via Zoccoli dove Comune (e Regione) e residenti hanno intrapreso un braccio di ferro legale. Da lunedì, il settore Sicurezza territoriale e Protezione civile della Regione eseguirà interventi di pulizia dell’alveo del Ravone in via del Chiù, con chiusura a tratti della ciclabile e restringimenti di carreggiata. Fine lavori: 30 settembre.

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31 agosto 2025

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