31 Agosto 2025
Infermieri di famiglia e di comunità, in arrivo un corso di formazione


Un corso di formazione per infermieri di famiglia e di comunità sarà attivato entro la fine dell’anno e prevede una combinazione di lezioni in aula e a distanza, tirocini pratici e un progetto finale per mettere in pratica quanto appreso.

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“Al momento i professionisti interessati a sviluppare questa competenza hanno due opportunità – spiega l’azienda Asl -: un master universitario di primo livello o un percorso come quello che si sta creando qui a Piacenza, percorso riconosciuto dalla Regione”.

Il board organizzativo del corso include, oltre al direttore Contini, i dirigenti delle professioni sanitarie Fabio Mozzarelli, Ursula Corvi e Adonella Visconti, nonché Maria Gaetana Droghi, responsabile Innovazione e sviluppo organizzativo e professionale della direzione assistenziale.

L’infermiere di famiglia e comunità è un professionista che sta assumendo un ruolo sempre più importante nell’assistenza territoriale.

Benessere, salute della persona, della famiglia e, quindi, della comunità dipendono da programmi di prevenzione, cura e di sinergia con la natura ed ecosistema nella sua interezza; in questa logica il professionista è chiamato ad agire la professione. Il suo approccio assistenziale segna un cambiamento importante: non si limita a intervenire quando la malattia è cronica o comunque è già in corso, ma si attiva per identificare precocemente i bisogni sociosanitari delle persone, intervenendo sui determinanti di salute prima che la situazione si aggravi, per prevenire interventi più intensivi.

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Per rafforzare questa rete di assistenza già presente sul nostro territorio e rendere sempre più efficace l’azione dell’infermiere di famiglia e comunità, l’Azienda Usl di Piacenza sta mettendo a punto un percorso formativo dedicato.

“Siamo consapevoli della centralità di questi professionisti – evidenzia Andrea Contini, direttore assistenziale dell’Azienda Usl di Piacenza – e abbiamo quindi voluto creare delle opportunità concrete di sviluppo in ambito provinciale. Siamo partiti dalle indicazioni del DM77 del 2022 e dal documento dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che indica le specifiche caratteristiche e le competenze che l’infermiere di famiglia e comunità deve possedere”.

Nella nostra provincia – aggiunge Contini – ci sono già delle esperienze significative in essere, che hanno fatto da apripista al progetto: “Gli infermieri di famiglia e comunità sono al momento attivi a Vernasca, Morfasso, Bettola, Farini, Ferriere e Ponte dell’Olio; di recente si è aggiunta anche la zona delle “aree golenali” di Sarmato, Calendasco e Fontana Pradosa. In queste aree, e anche nei Comuni dell’Unione Val Chero, è in corso una sperimentazione per una presa in carico anticipata degli eventuali bisogni di salute delle persone con più di 65 anni che vengono dimesse dall’ospedale”: l’obiettivo è quello di proporre sostegno e affiancamento in caso di nuove necessità conseguenti al ricovero.

“Dopo queste prime esperienze – continua il direttore assistenziale – è arrivato il momento di investire anche sulla formazione. Le potenzialità di questi professionisti sono molteplici e il percorso che stiamo mettendo a punto fornirà conoscenze, competenze e strumenti per un’assistenza sempre più di prossimità e proattiva”.

L’infermiere di famiglia e di comunità già inserito nella rete territoriale sarà sempre più chiamato ad agire all’interno di team integrati e multiprofessionali. “Collabora con i medici di famiglia, gli assistenti sociali, il volontariato e altri colleghi che già sono presenti sul territorio. Rete e relazioni sono due parole chiave, che permettono di garantire sempre maggior attenzione alla cura, nell’ottica di prevenire e identificare i bisogni di salute prima che diventino più gravi o cronici. Oltre all’assistenza, questa figura è strategica per la promozione della salute e la prevenzione”.



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