
Non sono esclusi altri correttivi nell’anno ma almeno per altro po’ la Bce vuole guardare i dati. A ciclo disinflazionistico «sostanzialmente concluso», la Banca centrale europea ha infatti confermato per il resto del 2025 solo «potenziali aggiustamenti marginali», «alla luce delle prospettive economiche e delle incertezze prevalenti». Dunque, dopo una serie di 8 tagli consecutivi dei tassi, con l’inflazione sotto controllo, i verbali del meeting della Banca centrale europea di luglio non fanno che certificare la linea “wait and see” di Christine Lagarde, nell’attesa di nuovi indicatori che entro settembre possano offrire «una migliore comprensione di come l’economia sta rispondendo alle attuali sfide». Questo anche «in relazione alle forze contrastanti che attualmente oscurano i segnali dei dati». Tra i rischi principali, la minuta dell’Eurotower indica «un’ulteriore escalation delle tensioni commerciali globali e delle relative incertezze, che potrebbero frenare le esportazioni e trascinare al ribasso investimenti e consumi». Così nella riunione di fine luglio non tagliare ancora i tassi «è stato ritenuto un approccio solido per gestire gli shock e i rischi di inflazione bilaterali in un’ampia gamma di scenari plausibili». Ma le cose potrebbero cambiare e la preoccupazione della Bce è ben raccontata dalle parole delle minute: «Il contesto è rimasto eccezionalmente incerto», si spiega. E «tale incertezza potrebbe anche giustificare il mantenimento invariato dei tassi». Questo consentirebbe di avere più tempo per valutare l’evoluzione dei negoziati commerciali e le conseguenze di un eventuale esito finale sull’andamento dei tassi. Inoltre, «consentirebbe un’ulteriore valutazione della trasmissione dei passati tagli dei tassi e di valutare le informazioni in arrivo» tra produzione manifatturiera, dirottamento degli scambi commerciali, inflazione dei servizi, tasso di cambio e andamento dei mercati».
LE CONDIZIONI
Sebbene la Bce abbia sospeso il giudizio sulle prospettive di inflazione, la minuta segnala che «la maggior parte dei membri del board considerava i rischi ampiamente bilanciati». Ecco allora che «considerata l’eccezionale incertezza e i rischi di ampi shock inflazionistici e di crescita in entrambe le direzioni», era «importante» che il Consiglio direttivo «adottasse una prospettiva bilaterale, mantenendo la piena opzionalità per le riunioni future e dimostrandosi flessibile per reagire a shock di ampia portata, se necessario». Proprio ieri è stato confermato che la crescita dei prestiti a imprese e famiglie Ue ha continuato ad aumentare a luglio, segno che l’allentamento monetario si sta trasmettendo all’economia reale, nonostante «l’incertezza». La Bce si riunirà l’11 settembre. La maggior parte degli osservatori conta sullo status quo, mentre nelle altre due riunioni entro dicembre potrebbero arrivare appunto «aggiustamenti marginali».
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