
La detrazione sulle spese affrontate per l’assistenza personale di un individuo (familiare o meno) è riconoscibile fino al 19%.
All’interno della detrazione fiscale le spese che un individuo sostiene come assistenza personale ad un proprio caro che non ha possibilità economiche o che vive dei disagi quotidiani, potranno essere rimborsate come “sconto d’imposta“.
Il benefit ammonta al 19% dei costi sostenuti, anche se ci sono dei limiti di spesa e delle condizioni specifiche da soddisfare, come ad esempio l’obbligo di inserire nel rigo E8/E10 del modello dei redditi, e senza dimenticare di inserire il codice 15.
Detrazione spese assistenza personale/ Credito d’imposta per chi aiuta
I beneficiari a cui spetta la detrazione delle spese affrontate sotto forma di assistenza personale nei confronti di un cittadino non autosufficiente possono riguardare anche i familiari non a carico dell’invalido, ma a patto che possa comprovare realmente gli esborsi.
Per comprovare che la persona assistita non è autosufficiente occorre presentare i documenti medici che possano certificare la reale condizione di disagio e la patologia (se un bambino non riuscisse a svolgere dei compiti autonomamente ma è legato soltanto alla sua tenera età, ciò non varrebbe).
Tra gli aiuti che sono riconosciuti dal fisco rientrano: l’igiene personale, l’alimentazione, il vestirsi o l’eventuale deambulazione. Dunque verrebbero accettate le spese per la badante (a meno che non abbia un contratto differente da quello di assistenza per l’individuo non autosufficiente), per le case di riposo ma anche le agenzie interinali.
Le modalità e i limiti da rispettare
Il limite di detraibilità previsto dal fisco è pari a 2.100€ annui, e laddove alle spese per l’assistenza collaborino più persone il tetto massimo dovrà esser proporzionato a loro stesse.
Così come per ciascuna spesa sostenuta e inseribile nel 730 è indispensabile – dal 2020 in poi – poterla comprovare con un pagamento tracciato, indifferentemente dal bonifico, pagamento con carte di debito/credito o effettuati con PagoPag/MAV.
I documenti o le ricevute fiscali correttamente conservate dovranno riportare i dati associabili a chi godrà della detrazione, ovvero il suo codice fiscale e le informazioni anagrafiche. Attenzione invece a far sì che la struttura inserisca in fattura la corretta dicitura che faccia intendere che il pagamento sia avvenuto per l’assistenza personale.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link