
Prima della modifica, le società che emettevano i buoni potevano applicare una commissione fino al 20% che si scaricava nel circuito tra datore di lavoro, dipendente ed esercizio commerciale
Sul sistema dei buoni pasto cambia il tetto alle commissioni applicate alle imprese per l’accettazione, come previsto dal ddl Concorrenza approvato a fine 2024. Dal 1° settembre 2025, gli oneri fiscali applicati dalle società di emissione alle imprese private per l’accettazione dei voucher attualmente in circolazione non potranno più superare il 5% sul valore nominale del ticket stesso. Ecco i dettagli.
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Le novità in arrivo sui buoni pasto
Prima della modifica, le società che emettevano i buoni potevano applicare una commissione fino al 20% che si scaricava nel circuito tra datore di lavoro, dipendente ed esercizio commerciale. Per una revisione normativa si erano mosse, in primo luogo, le catene della grande distribuzione organizzata, che chiedevano al governo di fissare un tetto per il settore privato sulla falsa riga di quanto già previsto per la pubblica amministrazione.
A partire dal primo di settembre, le commissioni applicate dalle società che emettono buoni pasto agli esercenti e alle imprese non potranno, quindi, superare il 5% del valore del buono, anche per il settore privato.
Secondo le stime della Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici, con l’abbattimento delle commissioni sui buoni pasto, gli imprenditori potranno risparmiare fino a 400 milioni di euro l’anno.
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