29 Agosto 2025
Transizione 5.0: nuova funzione per segnalare il cumulo


Dal 7 agosto 2025 la piattaforma GSE per il credito d’imposta Transizione 5.0 consente di indicare, in ogni fase della procedura, le eventuali altre agevolazioni fruite o da fruire per gli stessi costi. Una novità che aiuta nel monitoraggio del cumulo e riduce il rischio di errori nel calcolo della nettizzazione da parte del consulente fiscale dell’impresa, facilitando la tracciabilità.

Con l’aggiornamento rilasciato il 7 agosto 2025, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha introdotto nella piattaforma Transizione 5.0 una funzione che permette alle imprese di dichiarare il cumulo con altre agevolazioni relative ai medesimi costi ammissibili.

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Ora la procedura informatica GSE predispone appositi campi da utilizzare per dichiarare a quali altre agevolazioni è soggetto l’investimento 5.0, consentendo così di raccogliere le informazioni nella medesima pratica, modificarle in itinere e semplificare l’attività del calcolo del credito spettante da parte del consulente fiscale dell’azienda.

Qui un indice degli argomenti:

Cumulo e principio di nettizzazione

La legge di Bilancio 2025 ha ampliato le possibilità di cumulo del credito d’imposta 5.0, consentendo l’abbinamento anche con aiuti prima esclusi, come quelli finanziati con fondi europei o il credito d’imposta ZES Unica.
Resta però fermo il principio di “nettizzazione”: le due agevolazioni non possono coprire le stesse quote di costo di un singolo investimento. In pratica, il secondo incentivo va calcolato sul valore residuo al netto del primo. Questo approccio è stato chiarito anche dalla FAQ 8.6 del MIMIT (aprile 2025), a ulteriore conferma.

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Il principio si applica sia agli investimenti “trainanti” sia a quelli “trainati”.

Come funziona la nuova procedura GSE

Ora, in tutte e tre le fasi di comunicazione 5.0 previste (prenotazione del credito, conferma del 20%, completamento del progetto), l’impresa può indicare una o più agevolazioni fruite o da fruire per i medesimi costi (tramite tasto “Aggiungi”).

Nelle schermate relative alle spese degli allegati A e B è possibile inserire l’importo al netto delle altre agevolazioni (il valore inserito deve, pertanto, essere minore della somma di tutti i campi di spesa relativi agli allegati A e B); la stessa logica si applica alle spese di formazione e a quelle per impianti a servizio dell’autoconsumo.

Tre esempi pratici

  1. Macchinario in leasing e Nuova Sabatini
    Un’impresa acquisisce in leasing, per 1 milione di euro, un macchinario hi-tech che comporta un sufficiente efficientamento energetico del processo produttivo, beneficiando di un contributo a fondo perduto del 10% tramite Nuova Sabatini 4.0 per un ammontare di 100 mila euro.
    L’aliquota 5.0 del 35% cui l’impresa ha diritto si applica sui 900 mila euro residui, non sull’intero milione. La nuova procedura consente di dichiarare subito il contributo Sabatini, tenendone traccia fino all’ultima comunicazione, per evitare di trovarsi a compensare un credito più alto ma non utilizzabile.
  2. Cumulo con contributo ISI Inail
    Una società intende cumulare il bonus 5.0 con un contributo ISI Inail sullo stesso investimento. Potrà dichiarare l’agevolazione Inail già nella domanda 5.0.
    In sede di utilizzo in F24, il credito 5.0 da compensare andrà calcolato sulla spesa a cui è stato detratto quanto già ammesso al contributo ISI Inail, tenendo conto anche della neutralità fiscale degli incentivi. GSE e Agenzia delle Entrate potranno verificare il rispetto di tali limiti.
  3. Un esempio dal fotovoltaico
    Per un impianto fotovoltaico con batterie di accumulo, trainato, del valore di 50 mila euro, già finanziato al 45% da un bando regionale FESR, il credito 5.0 può essere richiesto solo sul restante 55% della spesa (a condizione che l’intervento sia parte di un progetto che includa anche un investimento “trainante” ai sensi degli allegati A o B).

Perché è importante segnalare il cumulo

La cumulabilità comporta onori e oneri. Indicare correttamente le altre agevolazioni non è solo un adempimento formale, ma un modo per semplificare la gestione interna, riducendo la necessità di controlli incrociati.

Un monitoraggio attento del cumulo consente di sfruttare appieno le opportunità offerte dalla normativa, prevenendo contestazioni e recuperi.

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