29 Agosto 2025
Pnrr e privati per la casa, in manovra spinta alle imprese – Notizie


Non solo risorse nazionali, ma anche fondi europei, di coesione o come InvestEu, prestiti Bei, e Pnrr da resettare in vista della scadenza ormai prossima del 2026. Sono molte le ipotesi al vaglio per dare una spinta al Piano Casa annunciato dalla premier Giorgia Meloni a Rimini, e conta al momento su finanziamenti per 660 milioni di euro distribuiti su più anni (“un’inezia” come l’ha definita Matteo Salvini).

Il governo è al lavoro ed anche la maggioranza ha dalla sua una serie di proposte che possono fornire una base di partenza: canoni sociali minimi negli appalti pubblici finalizzati all’edilizia sociale e ricorso al partenariato pubblico-privato.

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Come spiegato da Erica Mazzetti, responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di FI, per promuovere rigenerazione urbana, edilizia sociale e convenzionata, energia sostenibile, si potrebbero utilizzare le garanzie delle società statali come Sace, Invimit, Consap, ma anche quelle europee tramite il Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale. Nell’ambito di accordi di partenariato pubblico-privato si potrebbe anche ricorrere al “leasing di costruzioni”.

Praticamente un contratto di locazione finanziaria che permette di finanziare la costruzione di un immobile, fornendo all’impresa costruttrice i fondi necessari attraverso un soggetto finanziario. La pubblica amministrazione può poi pagare canoni periodici per l’uso dell’opera completata, che diventa di sua proprietà a fine contratto. In alternativa l’impresa può optare per l’acquisto tramite riscatto. Un intervento appare in ogni caso impellente. La Cna fa notare che il costo dell’affitto di un’abitazione in media assorbe il 43,7% della retribuzione netta di un operaio ma a Milano sfiora il 65%, in città come Firenze, Roma e Bologna supera il 50%. Livelli proibitivi che bloccano la circolazione dei lavoratori e contribuiscono negativamente alla domanda-offerta di lavoro. Inoltre, secondo Facile.it, sono più di 1 milione i giovani tra i 29 e i 39 anni che vorrebbero comprare casa, ma non possono farlo perché non hanno sufficienti capacità economiche.

Al di là della manovra, dove comunque potrebbero essere stanziate risorse aggiuntive, di guarda dunque ad altre possibili fonti di finanziamento. La legge di bilancio dovrà infatti fare i conti con una lista della spesa che si preannuncia già piuttosto lunga. I piatti forti saranno Irpef e rottamazione, ma i capitoli da affrontare vanno dalle pensioni al sostegno ai salari, dal lavoro femminile in chiave anche demografica alle imprese, per le quali – come indicato nei giorni scorsi dal ministro Adolfo Urso – si punta ad una misura unica per fondere Transizione 4.0 e 5.0 ricorrendo a risorse nazionali, con procedure più semplici e immediate. Trovare le coperture per tutto sarà l’ennesimo rebus su cui dovranno applicarsi politici e tecnici, a partire dal contributo delle banche. L’ultima ipotesi è quella della tassazione dei buyback che, secondo indiscrezioni di stampa, vedrebbe un’aliquota al 2%.

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