29 Agosto 2025
Industria udinese, lieve crescita ma il confronto col 2024 resta negativo


Il comparto manifatturiero della provincia di Udine chiude il secondo trimestre 2025 con un bilancio che lascia intravedere una certa resilienza, nonostante il quadro internazionale resti fragile e condizionato da tensioni geopolitiche e volatilità della domanda. Secondo l’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine, la produzione industriale cresce dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, mentre le vendite segnano un +2%. Più penalizzante il confronto con lo stesso periodo del 2024: su base annua la variazione è negativa, con un -2,4% sia per la produzione che per le vendite.

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L’utilizzo medio degli impianti raggiunge il 77%, in miglioramento rispetto al 75,2% del primo trimestre e al 73,2% dell’ultimo trimestre 2024. Anche l’occupazione resta stabile, con un lieve incremento dello 0,5%, confermando la solidità del mercato del lavoro locale.

Settori in chiaroscuro

Dietro i numeri complessivi si cela un quadro molto eterogeneo. La meccanica, il legno-arredo e l’alimentare registrano incrementi significativi su base congiunturale, mentre la gomma-plastica cresce sia nel breve che nel lungo periodo. In difficoltà invece siderurgia, carta e chimica, che segnano flessioni consistenti soprattutto sul piano tendenziale. Un andamento che riflette da un lato la capacità di alcuni settori di reagire anticipando gli effetti dei dazi e, dall’altro, la vulnerabilità di comparti più esposti alle oscillazioni del commercio internazionale.

Le aspettative delle imprese

Guardando ai prossimi mesi, prevale un atteggiamento di prudenza: il 68% delle imprese prevede stabilità dei livelli produttivi, il 22% ipotizza una crescita e il 10% teme una contrazione. A pesare restano l’inasprimento dei dazi e l’incertezza del mercato statunitense, secondo sbocco commerciale dopo la Germania. Molte aziende esportatrici si trovano a dover scegliere tra assorbire i costi con la compressione dei margini o ritoccare i listini, rischiando però di perdere competitività.

Il commento di Confindustria Udine

Per il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, i dati confermano un sistema produttivo capace di adattarsi a scenari complessi: “Viviamo un’epoca di transizioni simultanee – geopolitica, energetica, climatica, tecnologica e demografica – che richiedono alle imprese di essere resilienti e innovative. La crescita è modesta ma resiliente e i fondamentali, in particolare l’occupazione, restano soddisfacenti. È però necessario che anche il settore pubblico faccia la sua parte, sostenendo le imprese con una vera politica industriale europea. Oggi più che mai serve un’Europa protagonista, capace di affiancare le aziende nella competizione globale”.

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Uno sguardo al futuro

Il rafforzamento della produttività, la diversificazione dei mercati e l’apertura verso i Paesi emergenti – attesi a crescere del 5,1% nel 2025 – rappresentano le sfide decisive per le imprese friulane. In questo contesto, le opportunità non mancano, ma richiedono strategie di lungo respiro e un sistema di sostegno coordinato a livello europeo.



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