
La Regione Marche ha messo al centro dell’agenda politica il recupero delle zone interne e la ricostruzione dopo il sisma. L’attenzione è rivolta a interventi strutturali e investimenti mirati per favorire il ritorno dei cittadini nelle abitazioni danneggiate e migliorare le infrastrutture regionali. Nel dibattito pubblico, le misure adottate si distinguono dalle forme assistenziali, puntando a un riequilibrio nello sviluppo territoriale.
Il ritorno nelle abitazioni dopo il sisma: cifre e progressi concreti
Negli ultimi anni la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto ha consentito a migliaia di persone di tornare nelle proprie case. Secondo il presidente uscente Francesco Acquaroli, dal 2022 a oggi il numero di cittadini fuori casa è sceso da 15 mila a 5 mila. Questo risultato, sottolinea, deriva da politiche serie e strutturali che evitano l’assistenzialismo e puntano a soluzioni durature. Il contrasto allo spopolamento è legato proprio a questo ritorno, fondamentale per la ripresa economica e sociale dei territori.
Il rientro nelle abitazioni riguarda non solo la ricostruzione degli edifici danneggiati, ma anche il ripristino dei servizi e delle condizioni di vita. Case sicure e funzionanti favoriscono la stabilità della popolazione e riducono la pressione sugli alloggi temporanei o in affitto. Le azioni della Regione mirano a consolidare questi progressi e a prevenire nuove emergenze che possano colpire comunità già fragili.
La Pedemontana Delle Marche: un’opera strategica da un miliardo di euro
Tra i progetti più rilevanti per lo sviluppo regionale c’è la Pedemontana delle Marche, infrastruttura finanziata con circa un miliardo di euro e avviata sotto la guida di Acquaroli. Si tratta di un’opera attesa da decenni, pensata per migliorare la viabilità e collegare meglio le aree interne con i centri urbani e le principali vie di comunicazione.
La Pedemontana non riguarda solo il trasporto; rappresenta anche un impulso per l’economia locale, creando opportunità di lavoro e facilitando la mobilità delle imprese. Oltre a questa, la Regione ha stanziato 110 milioni per la legge sui borghi, di cui 80 milioni destinati direttamente alle aziende. Questi fondi sostengono l’attività economica e valorizzano il patrimonio storico e culturale.
I finanziamenti alle imprese si traducono in progetti concreti per rilanciare le produzioni locali e aumentare la competitività sul mercato. L’investimento su infrastrutture e borghi rappresenta un tentativo coordinato di far crescere la regione in modo equilibrato, affrontando le differenze tra aree più sviluppate e zone marginali.
Equità territoriale: garantire servizi e opportunità in tutta la regione
L’obiettivo indicato da Acquaroli si basa sul principio di equità territoriale. Le politiche regionali mirano a offrire a chi vive nelle aree interne gli stessi servizi e le stesse possibilità di chi abita nelle città più grandi. Ciò implica migliorare infrastrutture, sanità , trasporti e sostegno all’impresa su tutto il territorio senza escludere nessuna comunità .
L’equità territoriale vuole fermare lo spopolamento e ridare valore alle zone interne. Offrire servizi adeguati significa non solo interventi materiali, ma anche ricostruire relazioni sociali e garantire presenza sul territorio. I piani regionali prevedono un impegno costante per mantenere e ampliare l’offerta di cure sanitarie, collegamenti efficienti, opportunità educative e spazi per il lavoro.
Le aree interne, sempre più rilevanti nelle strategie di sviluppo sostenibile, richiedono attenzione continua. Garantire pari diritti e opportunità combina azioni concrete sulla sicurezza, sulle infrastrutture e sull’economia, considerando il territorio nel suo insieme.
Il confronto politico: Zona Economica Speciale e sanità al centro del dibattito
Il rilancio delle aree interne è tema centrale anche nei confronti tra i candidati alla presidenza della Regione Marche. Il centrodestra, rappresentato da Acquaroli, sostiene la Zona Economica Speciale come strumento per attrarre imprese e favorire investimenti con sgravi fiscali e procedure semplificate. La ZES dovrebbe essere approvata entro l’autunno 2025 e punta a rafforzare le opportunità economiche in tutta la regione.
Il centrosinistra, guidato da Matteo Ricci, critica la ZES definendola una misura elettorale priva di risorse concrete. Questa divergenza si inserisce in un dibattito più ampio sulle strategie di sviluppo e sulle priorità da assegnare a infrastrutture, imprese e innovazione.
Un altro tema centrale riguarda la sanità regionale, questione particolarmente sentita nelle aree interne. Le diverse visioni sulla gestione e sul miglioramento dei servizi sanitari influenzano le opinioni degli elettori e rappresentano un punto importante nel confronto politico. Garantire cure accessibili e di qualità nelle zone meno urbanizzate resta una sfida da affrontare concretamente.
La Regione Marche si trova quindi a un momento decisivo. Le politiche per le aree interne, la ricostruzione post sisma, insieme a progetti infrastrutturali come la Pedemontana e i fondi per i borghi, compongono il quadro operativo in cui si confrontano prospettive e programmi diversi in vista delle prossime elezioni regionali.
Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Luca Moretti
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