30 Agosto 2025
Apicoltura, come funzionano i contributi per la nutrizione di soccorso – Zootecnia


Da quest’anno saranno disponibili i contributi per la nutrizione di soccorso degli alveari, coperti dalle risorse europee del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (Feaga).

 

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Nel 2024 infatti la Commissione Europea ha approvato la modifica del Piano Strategico della Pac 2023-2027 dell’Italia, prevedendo la possibilità di finanziare con i fondi pubblici gli alimenti per l’alimentazione delle api da miele in caso di bisogno.

Leggi anche Apicoltura, contributi europei anche per l’alimentazione di soccorso

L’alimentazione di soccorso degli alveari è una pratica che viene fatta fornendo agli alveari stessi degli alimenti a base di zucchero in periodi di prolungate avversità climatiche, dovute a pioggia, freddo o siccità, in cui le api non possono raccogliere nettare e polline nell’ambiente e le scorte interne rischiano di finire, mettendo a rischio di collasso tutta la colonia.

 

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Dal 2025 quindi i contributi per l’alimentazione di soccorso potranno essere messi a disposizione con bandi specifici nazionali o nei bandi regionali ordinari che si aprono ogni anno. E già in molti bandi regionali sono previsti contributi del 50% per l’acquisto di alimenti per questo scopo.

 

Però questi contributi, a differenza degli altri contributi previsti dai bandi regionali, non possono essere dati sempre, ma solo se ci sono le condizioni ambientali riconosciute come valide per rendere necessaria l’alimentazione di soccorso.

 

Infatti, il decreto 0221775 del Masaf del 19 maggio 2025 ha introdotto due punti specifici che vanno a modificare la normativa vigente, nello specifico il precedente decreto ministeriale in materia, il numero 614768 del 30 novembre 2022.

 

Il nuovo decreto aggiunge due definizioni e cioè:

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  • Alimentazione di soccorso“: la somministrazione di candito o di sciroppi zuccherini, reperibili in commercio ed autorizzati per la somministrazione agli alveari, esclusivamente nei casi accertati di crisi climatica.
  • Crisi climatica“: situazione, evidenziata da Ismea nelle forme indicate all’art. 7 comma 3, in cui il verificarsi di eventi meteorologici avversi in particolari stadi fenologici delle piante comportino un’insufficiente alimentazione naturale da parte dell’ambiente dove sono collocati gli apiari, tale da mettere a repentaglio il benessere delle api e la loro stessa sopravvivenza.

La prima definizione quindi dice quali sono gli alimenti utilizzabili e finanziabili (cioè gli sciroppi e i canditi presenti in commercio) e specifica che possono essere dati solo in caso di crisi climatica.

 

E la seconda definizione specifica cosa s’intenda per crisi climatica e quindi quando possono essere usati questi alimenti.

 

Stando così le cose, i contributi possono essere richiesti, ma possono essere dati solo se si verificano le condizioni previste e certificate da Ismea.

Come specifica ad esempio il bando della Regione Veneto, gli apicoltori possono fare domanda, ma i contributi saranno concessi solo se nel periodo coperto dal bando (in questo caso dal 1 luglio 2025 al 30 giugno 2026) Ismea abbia dichiarato che ci sia stata una crisi climatica.

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A Ismea poi spetta anche stabilire la quantità di alimentazione di soccorso massima e il prezzo massimo unitario nazionale, calcolato come media nazionale, sui cui poi sarà concesso il contributo del 50%.

 

Oltre a questo, a livello regionale, non è detto che gli apicoltori possano sempre fare richiesta dei contributi o che possano farla tutti, le cose infatti possono variare da bando a bando.

 

Ad esempio, in Veneto e nel Lazio la richiesta la possono fare direttamente gli apicoltori, ma solo quelli con almeno 105 alveari.

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In Campania invece sono solo le associazioni apistiche o le cooperative di apicoltori che possono richiedere i contributi e poi ridistribuirli ai soci.

 

A livello nazionale invece non sono ancora stati aperti bandi specifici e per tanto bisognerà vedere.

 

Al momento quindi, per chi fosse interessato, si raccomanda di leggere attentamente i bandi regionali, o di chiedere assistenza ad un professionista o alla sua associazione di riferimento.



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