
Si ritroveranno martedì alle 9 e 30 davanti alla prefettura di Potenza i lavoratori e le lavoratrici di Smartpaper. Il presidio è stato organizzato dalle sigle metalmeccaniche di Cgil, Cisl, Uil, Fismic e dalla rappresentanza sindacale unitaria a più di un mese dal cambio d’appalto per una commessa di Enel. Una situazione che mette a rischio 380 occupati. L’appalto è stato vinto da un’associazione temporanea di imprese formata da Accenture e Datacontact.
I sindacati denunciano la mancanza di chiarezza: “Sul percorso non conosciamo chi sia coinvolto, quanti lavoratori sono coinvolti, come siano state costruite le liste, né quali siano i tempi e le modalità di passaggio”. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono l’apertura di un tavolo di confronto con Smartpaper, parte del gruppo multinazionale Indra/Minsait, la stazione appaltante Enel, le aziende vincitrici della gara per “garantire continuità occupazionale, tutela dei salari e difesa dei diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti”.
“È inaccettabile che Smartpaper si sottragga al confronto, rifugiandosi dietro presunti vincoli di riservatezza”, continuano i rappresentanti sindacali.
Nel corso del presidio sarà chiesto al prefetto di Potenza di essere ricevuti affinché si faccia “garante e portavoce di questa vertenza, che riguarda il presente e il futuro di centinaia di famiglie”, sottolineano i sindacati.
Sono due le sedi operative di Smartpaper: una a Tito, l’altra a Castelfranco Veneto, in provincia di Trevisio. La sede legale si trova a Sant’Angelo Le Fratte. Oltre 800 le lavoratrici e i lavoratori impiegati.
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