31 Agosto 2025
FINE FERIE, ARRIVA SETTEMBRE: QUALI PROSPETTIVE PER IMPRESE E OCCUPAZIONE? L’ANALISI DI DANIELE ANDRETTA


L’economia piemontese affronta l’autunno 2025 con un clima di cauto ottimismo. Dopo un biennio complesso, segnato da rallentamenti globali e tensioni sui mercati, i dati regionali e provinciali indicano una crescita moderata ma diffusa, sostenuta dall’export e da investimenti pubblici mirati.

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Piemonte: crescita stabile, trainata da servizi e innovazione

Secondo le stime IRES, il PIL piemontese ha chiuso il 2024 con un +0,6% e dovrebbe crescere dello 0,5% annuo nel biennio 2025-2026. Una performance che, pur restando sotto la media delle regioni settentrionali, testimonia la tenuta del tessuto economico.

A trainare la ripresa sono soprattutto i servizi avanzati, la logistica e il turismo, settori che hanno beneficiato del rilancio post-pandemico e delle risorse PNRR. Il manifatturiero mostra segnali positivi, con una discreta ripresa nei comparti aerospaziale, biomedicale e microelettronico, mentre l’automotive resta l’anello debole.

La Regione, con il bilancio triennale 2025-2027 da 20,4 miliardi di euro, ha stanziato oltre 300 milioni per innovazione, PMI, commercio e ricerca. Un segnale importante che punta a rafforzare la competitività del territorio e a sostenere la transizione digitale ed ecologica.

Novara: export in crescita e industria in ripresa

Se il Piemonte cresce, il Novarese corre. Nel primo trimestre 2025 le esportazioni della provincia hanno registrato un +9,7%, ben oltre la media regionale. In evidenza il settore chimico (+11,7%), la gomma-plastica (+17,5%) e i metalli (+16,4%). Si tratta di un dato che conferma il ruolo di Novara come polo manifatturiero e logistico strategico per l’Alto Piemonte.

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Le imprese locali, secondo le ultime indagini congiunturali, segnalano un aumento della produzione e degli ordini, accompagnato da un rinnovato ottimismo sugli investimenti. Tuttavia, la difficoltà nel reperire manodopera specializzata resta una delle principali criticità: le aziende chiedono figure tecniche che il mercato del lavoro fatica a offrire.

Occupazione: bene i numeri, meno la qualità

Sul fronte del lavoro, il Piemonte registra un tasso di occupazione del 69% (contro una media nazionale del 62,2%), con una disoccupazione scesa al 5,4%. Numeri positivi, ma non privi di ombre: la quota di contratti a termine rimane alta, soprattutto nei servizi, e la disoccupazione giovanile continua a pesare.

La vera sfida, per il Piemonte come per Novara, sarà rafforzare la formazione tecnica e professionale, così da colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro e favorire una maggiore stabilità contrattuale.

Prospettive da settembre

Con l’arrivo dell’autunno, l’economia piemontese e novarese appare orientata verso una fase di consolidamento. L’export continuerà a rappresentare la principale leva di crescita, mentre i settori innovativi e i servizi avanzati potranno rafforzarsi grazie agli investimenti regionali.

La prudenza resta d’obbligo: l’instabilità geopolitica, il rallentamento della domanda internazionale e le fragilità sociali (invecchiamento demografico, precarietà lavorativa) potrebbero frenare la corsa. Tuttavia, la capacità del territorio di innovare, formare nuove competenze e attrarre investimenti sarà decisiva per trasformare i segnali di ripresa in sviluppo duraturo.

Daniele Andretta – Commercialista in Novara

Studio Societario – Tributario Andretta [email protected]

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