31 Agosto 2025
Bontempi (FdI): «La concessione dell’aeroporto D’Annunzio deve essere messa a gara»


di
Pietro Gorlani

Il consigliere regionale di FdI torna sul tema, dimenticato, di Montichiari

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Casa e infrastrutture. Sono due delle tematiche di cui si occupa in Regione il consigliere Giorgio Bontempi. Che torna a lanciare l’ennesimo grido d’allarme (quelli precedenti sono stati inascoltati) sullo scalo di Montichiari, affinché esca dal limbo della gestione veneta (il ministero lo ha affidato nel 2013 alla Catullo senza passare per una gara pubblica) e possa entrare nel sistema aeroportuale lombardo.

Buongiorno Bontempi. A Brescia e in Italia si torna a parlare di casa, tema rilanciato anche dalla premier. Grazie ad una sua mozione si riqualificheranno 4 condomini Aler in via Livorno. Ci sono però 200 alloggi del comune che necessitano di interventi. E a livello nazionale serve un piano casa che manca dai tempi del governo Fanfani.




















































«Premessa doverosa: il Superbonus 110 poteva essere usato per riqualificare gli alloggi popolari anziché le seconde case di famiglie benestanti. Gli immobili Aler di via Livorno erano stati esclusi dal 110 ma era stata presentata la Cila (comunicazione inizio lavori asseverata, ndr) entro la fine del 2024, condizione indispensabile per poter ottenere il credito d’imposta al 65% che abbiamo ceduto alle banche. Così verranno riqualificati sismicamente ed energeticamente centinaia di appartamenti: Regione ha speso 12 milioni ma ne ha risparmiati 24. E le bollette degli inquilini diminuiranno del 60%, non male per chi fatica ad arrivare a fine il mese. Nelle altre province lombarde non è andata così bene: c’è stato un solo intervento nel Milanese. Riguardo al piano casa sono contento che la premier Meloni ne abbia parlato e spero che si possano trovare le risorse per estendere il credito d’imposta alla riqualificazione di alloggi popolari. C’è però un problema di bilancio: il 110 ha lasciato un profondo segno nei conti pubblici. Poi c’è il tema giovani: non compreranno casa finché hanno un lavoro precario che non permette loro di avere garanzie dalle banche».

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Lei ha depositato anche una proposta di legge per rivedere la Legge regionale 12, vecchia di vent’anni e snellire le procedure urbanistiche e la rigenerazione delle aree dismesse. Che fine ha fatto?

«L’ho depositata a giugno dell’anno scorso. A settembre dovrebbe essere calendarizzata la discussione in commissione. È stata apprezzata in modo trasversale da centrodestra e centrosinistra e mi auguro che la si possa discutere in tempi certi e venga approvata entro fine anno. Il tema chiave è la sburocratizzazione per permettere il recupero di aree dismesse ferme da anni,senza consumare nuove aree agricole, che devono essere tutelate anche dall’avanzata dell’agrivoltaico. Un recupero che deve dare una tempistica concreta agli operatori: l’iter non può durare 5 anni o più».

Altra sua battaglia è il rilancio dell’aeroporto di Montichiari. Nell’autunno scorso è sta approvata a larghissima maggioranza una sua mozione che impegnava Regione a rilanciare lo scalo ed a farci tornare i passeggeri. Nulla cambia però.

«Il tema è semplice: la concessione quarantennale in mano ai veronesi va messa a gara europea. Il D’Annunzio da anni non ha passeggeri e a chi dice che la sua vocazione è il cargo ricordo per l’ennesima volta che non esistono scali sostenibili senza voli turistici: la prima voce d’entrata sono i parcheggi per le auto. Altro particolare: le 44mila tonnellate di merci movimentate ogni anno sono ancora quelle del 2012, quando io ero nel cda (Bontempi dal 2009 al 2014 è stato nel cda della Catullo, società di gestione dello scalo veronese e bresciano, ndr). Ne parlato con il presidente Fontana, che ha appoggiato anche la mia mozione.Montichiari dovrebbe fare parte del sistema degli aeroporti lombardi. Lo scalo di Bergamo è ormai congestionato e non ha la possibilità di ampliarsi ulteriormente».

Il Corriere Brescia sta ospitando un dibattito sulle future infrastrutture: la metrotranvia per il Garda e l’estensione del metrò in Valtrompia. La sua opinione?

«Prima di affrontare il tema della metro verso il Garda, che ha costi enormi (lo studio di prefattibilità parla di 722 milioni ma a conti fatti si potrebbe arrivare al miliardo, ndr) metterei in sicurezza e sistemerei l’unica strada di collegamento tra la Valsabbia e Brescia, teatro di troppi incidenti mortali. Diverso il discorso per la metro in Valtrompia: l’estensione fino a Concesio avrebbe ricadute positive». 


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