31 Agosto 2025
«Strumento efficace se sostenuta dagli enti locali. Noi abbiamo fatto la nostra parte»


ROVIGO – «Abbiamo la convinzione che la Zls sia un potente strumento di sviluppo per le zone individuate nel Polesine che più hanno difficoltà a svilupparsi, ma che, nel contempo, hanno grandi opportunità di una valorizzazione in termini di investimenti produttivi». Il vicepresidente di Confindustria Veneto Est Carlo Scabin difende la Zls e l’impegno dell’associazione per farla decollare dopo il dibattito di questi giorni.

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Vicepresidente, dal vostro osservatorio com’è la situazione? Voi la vostra parte l’avete fatta?

«Come Confindustria abbiamo costruito le condizioni perché ci fosse anche nel nostro territorio rodigino una zona logistica speciale (Zls). Ci abbiamo lavorato dal 2018 fino ad ottenere il 5 ottobre 2022 il riconoscimento nazionale della Zls. Su questo percorso abbiamo avuto sempre l’impegno fondamentale della Regione Veneto e delle amministrazioni locali. Per lo stanziamento del 2025, ad oggi l’Agenzia delle Entrate non ha ancora comunicato alla Regione quali e quante siano le domande di credito d’imposta pervenute nell’unica finestra prevista nel 2025 dal 22 maggio al 23 giugno. Va chiarito che le autorizzazioni uniche che appaiono nel sito Bluegate riguardano esclusivamente procedimenti che sfruttano la semplificazione amministrativa prevista dalla Zls. Il percorso della Zls ha una durata di 7 anni (e solo da due anni ha previsto la necessaria dotazione finanziaria) e per questo siamo consapevoli che, perché lo strumento sia efficace, deve continuare ad essere fortemente sostenuto dagli enti locali, dalla Regione e dalle associazioni di categoria».

A maggio erano venuti in visita alcuni players di Paesi stranieri che sembrava potessero essere interessati ad investire. Dopo quell’incontro c’è stato un seguito? L’assessore regionale Marcato è stato severo, ha detto tra le righe che forse non c’è stato impegno, che anche i Comuni non hanno promosso la Zls, che non bastano due convegni per fare arrivare le aziende. Tutto vero?

«Noi in questo periodo non siamo mai venuti meno all’impegno di promuovere questo strumento sia per la provincia di Venezia che per la provincia di Rovigo: abbiamo avuto interlocuzioni con fondi stranieri, siamo stati presenti in eventi e iniziative a Dubai, a Londra, a Francoforte. Siamo stati a fianco della Regione in tutte le azioni di promozione che sono state realizzate. Siamo convinti che la concretizzazione degli investimenti all’interno di una zona logistica semplificata devono passare attraverso un’azione corale e continuativa da parte di tutti i soggetti che hanno costruito questa opportunità per i nostri territori».

Alla scadenza di giugno sono stati emessi da maggio 12 provvedimenti autorizzativi, ma tutti nell’area portuale di Venezia. Per il Polesine nessun interesse. A suo avviso per quale motivo? Qual è la strategia di Confindustria?

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«La strategia di Confindustria Veneto Est è quella di fare in modo che sulle aree dove è prevista la Zls vi sia un coinvolgimento importante sia delle aziende insediate che di nuove imprese. La semplificazione amministrativa che può essere utilizzata in questi territori diventa un vantaggio competitivo nei confronti anche degli altri territori regionali. Crediamo che la Zls sia uno strumento che necessariamente deve mettere insieme il pubblico e il privato. Le imprese private devono essere il volano degli investimenti e dello sviluppo sostenibile, ma, d’altra parte, il pubblico deve essere in grado di creare le condizioni perché questi investimenti si possano concretamente realizzare».

L’assessore Marcato sostiene anche che non è vero che i problemi legati alle infrastrutture e alla viabilità penalizzino l’area della Zls polesana. Ma certi Comuni effettivamente risultano poco collegati. A suo avviso questo aspetto può essere penalizzante?

«Pensiamo che la zona logistica semplificata sia un veicolo per lo sviluppo delle infrastrutture che in Polesine è una condizione imprescindibile, sia quelle per la mobilità che quelle dei servizi. Ci aspettiamo che gli enti pubblici interessati mettano in campo uno sforzo corale affinché queste infrastrutture siano finalmente realizzate nel territorio polesano. Non possiamo non citare alcuni progetti per noi strategici che devono diventare finalmente realtà: la Romea commerciale, la navigabilità del Canal Bianco con il connesso sviluppo dell’Interporto, il completamento della Nogara-Mare, l’urgente rafforzamento delle infrastrutture per il trasporto dell’energia elettrica».





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